Ue, la crisi frena la solidarietà: il rapporto della fondazione «One» di Bono Vox

ROMA. L’Europa non è più generosa con il resto del mondo. E’vero, imperversa una crisi epocale, ma dalla fondazione «One» del cantante Bono Vox arriva l’invito distinguere la povertà assoluta da quella relativa. «Comprendiamo perfettamente quanto il momento sia delicato per Unione europea, ma gli impregni presi vanno mantenuti» dice la direttrice Eloise Todd. «One», che si occupa della lotta alla povertà, in particolare in Africa, annuncia i dati del rapporto sulla solidarietà europea, dati per nulla incoraggianti.

I NUMERI – La quota di aiuti stanziati dall’Italia, in percentuale sul reddito nazionale lordo, è tra le più basse e non è riuscita a raggiungere la quota 0,51 %, ovvero l’impegno assunto per il 2010. Quella minore in assoluto, che va di pari passo con la situazione economica peggiore, appartiene alla Grecia: 0,11 %. Spagna e Portogallo hanno sborsato lo 0,29%. Il più virtuoso è il Lussemburgo, destinando alla solidarietà lo 0,9% del suo reddito nazionale lordo. Poi la Svezia (0,98%), la Danimarca (0,86%) e l’Olanda (0,74%). Mentre la Germania tocca solo 0,42%, ma potrebbe fare di più.

LE PREVISIONI – Per il 2012 non è prevista alcuna inversione di rotta. Secondo l’Ue, l’Italia ridurrà ancora le somme destinate agli aiuti e la quota scenderà a addirittura al 0,12%. Il rapporto di «One», inoltre, fotografa anche le destinazioni degli aiuti: nel 2011 I’Ue dei 15 ha profuso circa 20 miliardi (su un totale di 50) per l’Africa. «Occorrono sforzi maggiori: l’Ue deve destinare il 5% del bilancio settennale europeo in favore della lotta alla povertà. Oltre alla moneta euro c’è molto altro da salvare» fanno sapere dalla fondazione. Intanto, se ne discuterà a Bruxelles.

I PIU’ POVERI – Nel territorio compreso tra il deserto del Sahara e l’Afria tropicale ci sono le persone più bisognose. L’Unicef segnala che vi sono circa 10 milioni di persone che vivono in grave stato di indigenza e un milione di bambini è in pericolo di vita a causa della malnutrizione. L’area è fortemente a rischio a causa di piogge e raccolti scarsi, assenza di acqua potabile, pessime condizioni igieniche.

di Rebecca Montini

PER SAPERNE DI PIU’
Il sito della Fondazione One di Bono Vox 

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