Diritti dei disabili, ecco il garante stabiese

Diritti per i disabili, per la prima volta nella sua storia, la città di Castellammare ha un garante. E’ Antonio Celentano, ufficiale giudiziario nella vita e da sempre vicino alle problematiche delle fasce deboli. «Mi propongo di creare un canale di comunicazione stabile con i cittadini – ha affermato il professionista stabiese – e dunque di essere un interlocutore con le associazioni che rappresentano ed operano a favore dei disabili. Dialogherò con l’amministrazione affinché i suoi interventi siano adeguati alle specificità esistenti nel mondo della disabilità». Il garante dei disabili ha poteri di controllo e di intervento sanzionatorio, relativi alle norme di eliminazione delle barriere architettoniche, alla tutela del diritto al lavoro, al diritto all’assistenza sanitaria e alla riabilitazione, oltre che all’integrazione sociale dei disabili. «Voglio ringraziare il sindaco e questa amministrazione comunale per aver posto in evidenza la problematica della mancanza del Garante dei diritti dei disabili – prosegue Celentano – che era sicuramente una lacuna di non poco conto per una città come Castellammare di Stabia con oltre 60mila abitanti. Debbo ringraziare tutto il consiglio comunale che ha recepito l’esigenza e mi ha nominato Garante mostrando grande sensibilità e compattezza su tema della disabilità». Sarà lui a riferire al sindaco, al consiglio comunale e alle commissioni consiliari, ogni volta lo ritenga opportuno, le attività svolte, le iniziative assunte e i problemi insorti che coinvolgono le persone con disabilità, innestandosi sul solco del proficuo percorso intrapreso dall’assessore alle politiche sociali Antonella Esposito per l’inclusione sociale. «Personalmente provengo dall’ambito giudiziario in quanto funzionario del ministero della Giustizia. Essendo un operatore del Diritto – conclude il Garante – tendo naturalmente ad assicurare l’effettività della legge ma credo che per quanto riguarda la disabilità bisogna anche far crescere la cultura sociale e la sensibilità dei cittadini».

di Fiorangela D’Amora