«My name is Catello…e proteggo i migranti»: il Santo di Stabia patrono dei profughi

Il volto barbuto di San Catello come simbolo di accoglienza per gli immigrati.

Il Vescovo di Castellammare che accolse Sant’Antonino che scappava dalla furia dei Longobardi e protesse il popolo stabiese portandolo presso il Monte Faito, diventa “Patron Saint of the foreigners”, patrono degli immigrati.

Recitano così le magliette nate per volontà di professionisti e associazioni stabiesi che hanno deciso di schierarsi contro l’ondata di odio rivolta verso le Ong e le operazioni di salvataggio della nave Sea Watch e del suo capitano Carola Rackete. Si all’accoglienza, no a vittime innocenti in mare. Così le magliette: My name is Catello, Patron Saint of the foreigners, sono il primo passo per un movimento che vuole arrivare fino in Vaticano per il riconoscimento di San Catello come protettore degli immigrati.

«Stampare una T-shirt con l’immagine di San Catello è un piccolo gesto, una minima azione per affermare una posizione, una reazione, un sussulto di umanità in un tempo in cui tutto sembra avere smarrito la ragione ed il cuore».

Sono le parole di Nicola Corrado, avvocato immigrazionista e fautore dell’iniziativa: «Una persona a noi molto cara, Don Gennarino Somma, per tutta la sua vita ci ha ricordato che il nostro San Catello era il protettore dei “Forestieri” e che oggi i forestieri sono gli immigrati. – spiega Corrado – Noi vogliamo riprendere quella lezione e chiedere, a tutti quelli che non si rassegnano all’idea di un paese costruito sull’odio e sul rancore, di indossare questa maglietta semplicemente per dire: io sono dall’altra parte, io sono dalla parte giusta». Così Corrado e tutti coloro che vorranno acquistare le magliette intendono schierarsi per l’accoglienza, per l’integrazione, per la pace e per il dialogo tra popoli.

I COSTI – Il costo di realizzazione delle t-shirt è di cinque euro, tutto quello che si vorrà donare in più servirà a sostenere i Sad, sostegno a distanza della Comunità Promozione e Sviluppo di Castellammare. Il Cps nato per volontà di don Gennarino Somma, uomo minuto dal cuore grande, da decenni sostiene le popolazioni dei paesi africani. «Il nostro è un sostegno a distanza – spiega Amalia Dema, presidente del Cps – con i progetti creati da don Gennarino per i giovani che vivono in paesi poveri. Abbiamo bisogno di 260 euro per mantenere uno studente ogni anno, speriamo di poterne realizzare altre mille di magliette, ma quello che ci preme dire è che siamo dalla parte opposta delle beghe, abbiamo preso una posizione in linea con la nostra storia, la nostra tradizione che mantiene i valori fondamentali di umanità».

IL VESCOVO – L’iniziativa coinvolge anche Eav che ha messo a disposizione il piazzale della Funivia al Faito per la vendita delle t-shirt che saranno acquistabili anche presso il bar del Belvedere e al Sant’Angelo. I colori delle magliette sono due: stampa nera su bianco e volto giallo su maglietta nera. A Castellammare le magliette sono già andate a ruba, decine i turisti che le hanno acquistate anche sul Faito, il Vescovo della Diocesi di Castellammare e Sorrento, Monsignor Francesco Alfano (nella foto) ne ha acquistata una durante la serata organizzata dalla Comunità Tabor “Chi ama Chiama” al porto di Castellammare. “My name is Catello, Patron Saint of the foreigners” sarà presto simbolo di accoglienza anche in altre realtà italiane a anche a Lampedusa ad esempio terra di sbarco e di accoglienza.

di Fiorangela d’Amora