Gli anni dell’emergenza rifiuti raccontati in un libro

NAPOLI-  – «Ho negli occhi l’immagine di una donna che esce dalla sua casa, credo fosse a Bacoli, e deposita civilmente il proprio sacchetto ai piedi di una montagna di altri sacchetti». Erano gli anni della crisi della spazzatura a Napoli e sembrava quasi di vedere «la gente che moriva dentro i suoi stessi rifiuti». Un periodo drammatico che il giornalista Francesco De Filippo ripercorre in un libro dal titolo essenziale ma efficace, Monnezza (Infinito Edizioni), presentato il 24 settembre a Villa Bruno (San Giorgio a Cremano) nel corso di Green Word, festival partenopeo interamente dedicato alla letteratura ambientale, organizzato dalla cooperativa sociale Sepofà nell’ambito della fiera Ricomincio dai libri. Nel volume anche un intervento di Andrea Camilleri, che lo ha definito “una divertentissima e amara metafora sulla vicenda della monnezza che da fenomeno reale si trasforma addirittura in una metafisica della condizione umana”. Scritto nel pieno dell’emergenza, questo libro nasce quasi da «da un’esigenza, da un dovere civico – racconta l’autore –, quello di provare a spiegare, a chi non è napoletano, cosa stesse accadendo nella nostra città in quel periodo. All’epoca io vivevo già fuori Napoli e in molti mi chiedevano come fosse possibile che una città come questa potesse avere un problema di tale suggestione. Così ho deciso che la vicenda meritasse un approfondimento». Con uno stile tragicamente ironico, il giornalista descrive i fatti e analizza le cause partendo da un «quartiere per metà vero e per metà immaginario che è Pianura, dove si comincia dall’abusivismo di una casa e man mano si arriva a un fenomeno sempre più esteso, profondo, che si intreccia alla criminalità organizzata, fino alle discariche abusive».

A che punto siamo? – Nonostante la situazione di emergenza sia ormai alle spalle, «la questione rifiuti si trova ancora su un crinale molto delicato», ha sottolineato Raffaele Del Giudice, vice-Sindaco di Napoli e assessore all’Ambiente, intervenuto alla presentazione. Tra i massimi esponenti di ecomafia in Campania, a lungo dirigente regionale di Legambiente, Del Giudice ha sottolineato l’importanza di non abbassare l’attenzione su una tragedia che non è finita: «Oggi la diossina c’è, le bonifiche non sono partite. Così come non è partito il registro dei tumori in Campania». Alcuni passi però sono stati mossi: «Uno di questi è stato il protocollo con Ecopneus, il consorzio per la raccolta dei pneumatici fuori uso. Siamo riusciti a Napoli ad eliminare completamente lo smaltimento abusivo dei copertoni». E poi la raccolta differenziata sta avanzando lungo due strade, il porta a porta e le campane. Rimane la questione, necessaria, della bonifica, che secondo il Vice-Sindaco potrebbe essere «affidata al genio militare dell’esercito», in particolare al «gruppo che si occupa della guerra batteriologica». Perché «è importante trasmettere l’idea che non tutto è perso, che il futuro non rappresenta una minaccia ma è fatto di opportunità».

                                                            di Paola Ciaramella

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