Chanbara, dalla tradizione giapponese ai vicoli di Napoli. «Impariamo a riflettere non a colpire»

dadNAPOLI- Calci e pugni, le tecniche dello sport chanbara, scherma giapponese, per insegnare rispetto e regole di convivenza per i ragazzini ai Quartieri Spagnoli. Karen Torre è una 30enne schermitrice, punta della Nazionale italiana di sport chanbara (federazione da 500 iscritti, attiva da 14 anni). Agli ultimi Europei, a Francoforte, centrava un oro, un argento e un bronzo. Ora la sua soddisfazione è mandare in Nazionale i suoi allievi, che allena ogni giorno nella sua palestra, Ronin Club, in Vico Lungo San Matteo, ai Quartieri Spagnoli, ricavata in una vecchia cappella sconsacrata, in passato utilizzata per attività illecite, poi rimessa a posto dal parroco e dalle mamme del quartiere. «Sette ragazzi, compresa una 12enne sono stati convocati in Nazionale per gli Europei di Parigi di quest’anno e due sono stati convocati per i Mondiali di Tokyo nel 2015» racconta Karen. Ogni pomeriggio, da un anno e mezzo, si mette in guardia per trasmettere ai ragazzi – circa 70, tra marocchini, filippini, ucraini – il senso della disciplina, delle regole di comportamento ispirate dagli antichi samurai da rispettare sul tatami e nella vita di tutti i giorni. «Nello sport chanbara si portano i colpi, non c’è violenza ma gestione dello sforzo tecnico, s’impara a riflettere, non a colpire» aggiunge la schermitrice. Qualche settimana fa Karen metteva al riparo i ragazzini da un pusher che si rifugiava sanguinante, colpito con arma da fuoco, nella cappella adiacente alla chiesa. Attimi di terrore, palestra chiusa per giorni, con le mamme che temevano per i figli. Poi è tornato il sereno, i ragazzi sono stati premiati dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris lo scorso 23 dicembre con medaglie al merito civile. «E ora si accede alla palestra dalla chiesa – conclude Karen -, l’ambiente è sicuro, i ragazzi sono tornati ad allenarsi, speriamo in futuro di far parlare per i risultati sportivi».

di Nicola Sellitti

 

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