“Acciuffare la luna”, una guida per le comunità locali sostenibili

Cover Acciuffare la lunaNAPOLI – Welfare comunitario che non aspetta i soldi pubblici ma si trasforma in impresa sociale per garantire buona formazione, buon ambiente, buone relazioni ma soprattutto buona occupazione. Dalle storie di relazioni umane nasce una guida per costruire “Comunità Locali Sostenibili”. Si muove su un filo sottile Salvatore Esposito, l’autore di “Acciuffare la luna. Comunità Locali Sostenibili. Donne e uomini nell’Economia della Reciprocità” (Iod Edizioni, 2015). È la sfida dell’esperienza che nasce da Mediterraneo Sociale, la società consortile diretta da Salvatore Esposito, sulla qualità dei progetti locali e sulla strategia della riterritorializzazione nel solco dell’utopia concreta della decrescita. Si tratta di una realtà autonoma a livello politico e culturalmente laica, forte di oltre 120 operatori, più di 1.000 utenti e circa 40 unità operative complesse soltanto in Campania. Esposito ci spiega, in Acciuffare la luna, come è possibile realizzare Comunità Locali Sostenibili attraverso la rigorosa applicazione dei tre principi che hanno guidato l’operato di Mediterraneo Sociale durante la sua storia ultra-trentennale: si tratta della governance partecipata dal basso; dei processi innovativi sul piano economico, che vanno nel senso della difesa della biodiversità, della valorizzazione del genius loci, della riconversione industriale verso prodotti utili e generati senza l’avallo di dinamiche di esclusione e di negazione della dignità umana delle donne e degli uomini. Si comincia così a delineare nuovo approccio metodologico ricavato dal pensiero femminista cosiddetto della differenza: all’esercizio verticale del potere si sostituisce la scelta del cambiamento che avviene a partire dalle relazioni, pilastro dell’economia della reciprocità. Il tutto praticando economia civile, welfare di comunità, finanza etica e, attraverso imprese sociali integrate locali, come le fattorie sociali, garantendo l’uso dei beni confiscati. L’ambizione di Salvatore Esposito è quello di iniziare un dialogo con il mondo circostante per poter mettere a sistema tutte quelle piccole realtà che ogni giorno sul territorio si muovono senza una coordinazione sociale.

di Maria Elefante

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