Minori: nei tribunali torna il sereno

minoriNAPOLI – Non traumatizzare, mettendo a proprio agio i minori coinvolti in procedimenti giudiziari. E’ questo l’obiettivo del club napoletano Soroptimist International, che, grazie al contributo della Regione Campania, è riuscita ad allestire un’aula di ascolto protetto ai Colli Aminei, all’interno del Tribunale dei Minori di Napoli.

L’INIZIATIVA – Un ambiente, che trasmetta quella serenità e quella riservatezza, non sempre presenti nelle aule giudiziarie, migliorando la qualità delle indagini, permettendo ai minori coinvolti in procedimenti giudiziari di rilasciare deposizioni con la giusta tranquillità. Tutto ciò che avverrà nello sportello sarà registrato da microfoni e telecamere invisibili, lasciando fuori gli inquirenti, che non saranno fisicamente presenti, ma comunque seguiranno e valuteranno in tempo reale dall’esterno.
“La legge garantisce al bambino la possibilità di esprimere la propria opinione liberamente e senza condizionamenti – afferma il presidente del Tribunale per i minori, Gustavo Sergio – questa struttura serve a consentire ad accogliere i bambini, i ragazzi e a consentirgli di parlare senza avere la soggezione delle aule giudiziarie, la confusione che può limitare la loro libertà d’espressione.

IL CLUB – La realizzazione degli sportelli è un’iniziativa nazionale promossa dalla Soroptimist. “La carenza era veramente enorme, la stiamo colmando – afferma la presidente di Soroptimist International Italia – i club stanno sollecitando le istituzioni giudiziarie a raccogliere quest’iniziativa molto importante almeno sotto due profili: quello di realizzare un processo più giusto, ma anche il rispetto delle regole a favore dell’indagato”. Il Soroptimist è composta da donne con elevata qualificazione in ambito lavorativo, nata negli USA nel 1921, oggi è presente in tutto il mondo con circa 3000 club. Le principali azioni di Soroptimist sono effettuate attraverso progetti, principalmente a favore dei diritti umani, del miglioramento della condizione femminile e l’accettazione delle diversità.

di Francesco Adriano De Stefano

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