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Gli immigrati e le tasse, i dati di Kyenge: «6 miliardi di Irpef»

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kebab-immigratoMODENA – «Il fenomeno migratorio non può essere considerato un fenomeno transitorio e, guardando ai numeri, è evidente come gli immigrati producano più welfare di quello che consumano. Per questo è necessario rimettere al centro le persone e i loro diritti, per trovare soluzioni e interessi comuni». Così il ministro all’integrazione Cecile Kyenge all’Assemblea nazionale dei delegati migranti e Comitato centrale Fiom, tenutasi a Modena presso la sede Cgil, dal titolo “Cittadinanza, democrazia, lavoro, reddito: diritti di tutti”.
INPS – Per rendere concreta l’idea della ricchezza, anche contributiva, che il lavoro e la manodopera immigrata portano a livello nazionale e di quanto sia errata l’equazione che vede il lavoratore straniero in competizione con quello italiano il ministro ha portato dati concreti: «I lavoratori regolari e residenti in Italia versano annualmente più di 6 miliardi di euro di Irpef e 7,5 miliardi di versamenti Inps – spiega Kyenge- mentre contemporaneamente i redditi non sono uguali: in Emilia-Romagna i lavoratori con meno di 34 anni, per esempio, hanno un reddito in media del 25% piùbasso rispetto ai lavoratori italiani». Rispetto ai contributi versati, poi, molto spesso gli immigrati, che rimangono in Italia solo per un periodo della loro vita, «non usufruiscono dei contributi versati per la pensione perché non la riscattano, mentre molti altri non godono del sostegno della cassa integrazione, perché spesso assunti da piccole o piccolissime aziende».

di Mirko Dioneo

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