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Ecco Re-lab: rifugiati che fanno impresa

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ROMA. Creare imprese sostenibili e valorizzare il lavoro dii rifugiati e i richiedenti asilo politico presenti sul nostro territorio: al via il progetto “Re-lab: start-up your business”. “I migranti – ha spiegato Giampietro Pizzo, dell’Associazione Microfinanza e Sviluppo – fanno di necessità virtù e sono un fattore dinamico nell’ambito del mondo imprenditoriale”. Da qui la necessità di valorizzare il loro impegno sul nostro territorio.
COME SOSTENERE L’IMPRESA DEGLI IMMIGRATI – Il progetto Re-Lab, finanziato dal ministero dell’Interno, prevede la formazione dei 90 titolari di protezione internazionale selezionati nella prima fase, l’elaborazione di 20 business plan relativi alle idee presentante dai partecipanti, l’approvazione di 13 business plan e il finanziamento di altrettanti progetti, l’accompagnamento, il tutoraggio e l’assistenza degli imprenditori rifugiati per tutta la fase di start-up e l’individuazione di 15 persone come futuri formatori.
I NUMERI – In tanti scappano da guerre o da situazioni socioeconomiche disagiate, molti non riescono a raggiungere la penisola, eppure il numero di immigrati cresce di anno in anno. Il 2011 è stato il più critico per i paesi africani a causa di rivoluzioni e conflitti: in Italia sono state presentate, secondo le stime del  Sistema di protezione per richiedenti asilo (Spar), più di 37mila richieste di protezione internazionale. Nel Belpaese, nel 2011, secondo i dati raccolti dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes,  gli immigrati regolari erano più di 5milioni (circa l’8% della popolazione italiana).

Norma Gaetani

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