Unione Europea, aiuti ai bambini siriani

di Federica Pugliese la Corte

ROMA. L’Unione Europea ha donato ulteriori 4,6 milioni di euro all’Unicef per i programmi di istruzione nell’emergenza in Giordania a beneficio dei bambini siriani rifugiati e di quelli ospitati nelle comunità. Quest’anno il contributo totale dell’Unione Europea è stato di dieci milioni di euro. Ad annunciarlo sono stati Jose’ Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, e da Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef, durante una visita congiunta per l’apertura della nuova scuola al campo profughi di Za’atari nel nord della Giordania.  «Dobbiamo fare in modo che le famiglie che hanno dovuto abbandonare il proprio paese possano vivere in condizioni dignitose e che i loro figli non perdano il diritto all’istruzione e a un futuro migliore», ha detto il presidente Barroso. «Investire nell’istruzione significa investire nel futuro. Sono orgoglioso che l’Ue sostenga i programmi per la scolarizzazione dei bambini siriani rifugiati a Za’atari».   Queste scuole «possono diventare oasi di pace, fisica e psicologica, per i bambini siriani che hanno già provato ciò che nessun bambino dovrebbe mai provare», ha affermato Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef. «Qui possono giocare, ricevere un’istruzione adeguata, guarire e continuare ad essere bambini. Il sostegno dell’Unione Europea ha contribuito a rendere possibile tutto questo».

SUPPORTO IN GIORDANIA. La donazione va a supporto dei bambini siriani rifugiati in Giordania, che attualmente vivono sia  all’interno dei campi profughi, sia al di fuori ospitati dalle comunità giordane. I fondi copriranno i costi della formazione degli insegnanti, dei salari, delle tasse scolastiche, dei libri di testo, del materiale scolastico, oltre che del sostegno psicosociale ai bambini in difficoltà e altre spese per agli anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013.   Il campo scuola Za’atari, che è stato aperto la settimana scorsa, attualmente può ospitare fino a 2.200 studenti, anche se l’Unicef sta aumentando la capacità fino a 5.000 e continuerà a lavorare per soddisfare le crescenti esigenze nel campo.

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.unicef.it/

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