Boats4People, una nave che tutela i migranti

LIVORNO. Con il mese di luglio sono partite le attività di Boats4People, la coalizione internazionale che coinvolge organizzazioni Mediterranee di Europa e Africa, al fine di porre la parola fine alle morti dei migranti che lasciano il continente africano in cerca di un riscatto per la propria vita. Tale fenomeno, com’è noto, risulta fatale troppo spesso per i migranti, le cui imbarcazioni se non respinte verso la propria costa, vengono lasciate alla deriva: secondo i dati elaborati da UNHCR solo nel 2011 le morti accertate ammontano a circa 1500.

CHE COS’ È  BOATS4PEOPLE. Giornalisti, attivisti politici e marinai hanno deciso di unire le proprie forze per lanciare un appello ai governi europei e africani: all’Unione Europea si chiede di porre fine ai controlli violenti alle frontiere marittime, mentre a quelli africani di non sottoscrivere con gli stati europei accordi di riammissione che violino i diritti umani dei migranti. Inoltre la coalizione internazionale rivendica il diritto del mare che sancisce «il dovere di tutti i marinai di procedere con la massima velocità a prestare soccorso alle persone in pericolo» (art. 98 della Convenzione ONU sul diritto del mare).

LE MANIFESTAZIONI. E proprio al fine di rendere il diritto ad essere soccorsi una tangibile realtà Boats4People ha indetto una serie di manifestazioni proprio all’indomani della partenza di MIA, il Meeting Internazionale Antirazzista tutt’ora in svolgimento: nel mese di luglio la nave della coalizione per la tutela dei diritti dei migranti giungerà nei porti maggiormente interessati dalle migrazioni per costruire un sistema di allerta con il coinvolgimento dei marinai,  ma anche per mobilitare i cittadini del Mediterraneo, d’Africa e d’Europa affinché il Mediterraneo diventi uno spazio di solidarietà e cessi di essere un cimitero di migranti.
Dopo la prima tappa di Cecina del 2 luglio in occasione del Meeting, le iniziative toccheranno Palermo il prossimo giovedì 5 luglio svolgendo attività informative presso il porto e il centro di detenzione; ci si sposterà dall’8 al 16 luglio a Tunisi e Monastir in occasione della riunione preparatoria internazionale del Forum Sociale Mondiale Tunisia 2013 e infine si arriverà a Lampedusa.

 

di Claudia Di Perna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *