«No agli aerei da guerra, usare i fondi per il servizio civile»

ROMA. Mentre il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola interviene per ribadire l’importanza della partecipazione italiana al programma F-35, la “Rete Italiana per il Disarmo” e la Focsiv rispondono chiedendo di rinunciare una volta per tutte alla spesa a favore di interventi sociali, “magari proprio a sostegno del Servizio Civile”. “Non pensavamo che il Ministro Di Paola fosse capace di affermare che non è uno spreco, soprattutto dopo le recenti notizie di ulteriori problemi tecnici provenienti dal Pentagono”, si legge in un comunicato sul sito della Rete Disarmo.

IL PRESSING. Anche se i numeri relativi alla spesa militare italiana per il 2011 e il calcolo effettivo del risparmio per la rinuncia all’acquisto dei caccia sono stati messi in discussione da alcuni articoli nei giorni scorsi, la Rete Disarmo ribadisce l’importanza di “non firmare il contratto di acquisto dei 131 cacciabombardieri F-35 e destinare le ingenti risorse così risparmiati a interventi sociali e di sostegno al mondo del lavoro così colpito dalla attuale crisi economica”. La Rete Disarmo torna quindi a fare pressione sul governo alla luce del rapporto elaborato da alti ufficiali del Dipartimento della Difesa USA (dal titolo “F-35 Joint Strike Fighter Concurrency Quick Look Review”), che rivela tutti i difetti del programma, compreso un aumento dei costi, i ritardi nella produzione, lo scarso numero dei collaudi e i molti flop dei pezzi collaudati. A insistere sulla rinuncia è anche la Focsiv, che in un comunicato stampa ha espresso una proposta ben precisa sulla destinazione alternativa dei fondi riservati all’acquisto dei caccia: “La riduzione della flotta di F35, prevista dagli accordi stipulati dai precedenti governi, di sole due unità garantirebbe la partenza di 20 mila giovani con il servizio civile nel 2012 e di altri 20 mila nel 2013, oltre all’avvio nel 2012 di nuovi interventi della cooperazione e delle ONG”, sostiene Gianfranco Cattai, Presidente della Federazione.

I NUMERI. Al servizio civile mancano infatti 44 milioni di euro rispetto ai 113 previsti per il 2012, e anche la cooperazione internazionale è ai suoi minimi storici. Se il Governo non troverà le risorse, il bando 2012 per il servizio civile sarà a rischio -decuncia già lanciata da Volontari per lo Sviluppo, a cui è tratto parte di questo contenuto- e per tutto il 2012 anche la cooperazione internazionale e le Ong non avranno fondi per avviare progetti di sviluppo nei Paesi impoveriti dei Sud del mondo. “Una piccola rinuncia se si considera che il costo complessivo di 130 F35 ammonta a 15 miliardi di euro, cifra che da sola potrebbe coprire quasi del tutto le risorse che la manovra finanziaria del Governo Monti reperirà imponendo enormi sacrifici agli italiani” dice Sergio Marelli, Segretario generale Focsiv.
Cattai sottolinea inoltre la valenza formativa del servizio civile quale “palestra che educa i giovani alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione e alla fraternità facendo sperimentare loro, in prima persona, che la giustizia non è una semplice convenzione umana e la pace non è la semplice assenza di guerra, ma opera da costruire, come ricorda Papa Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2012″.

di f.d.

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