Da Natale alla Befana, per non far sentire soli gli ultimi

NAPOLI – Tornano anche quest’anno gli appuntamenti di solidarietà con la Comunità di S. Egidio che ha organizzato , grazie alla collaborazione con Galà Eventi, oltre 35 incontri conviviali per trascorrere le feste con i più bisognosi . Tante le persone che hanno chiesto di partecipare a queste iniziative per dare una mano, tante le aziende che hanno aiutato la realizzazione dei pranzi: « emerge una grande solidarietà proprio nei momenti di crisi e di difficoltà », fanno sapere dalla Comunità. E così solo per il giorno di Natale daranno 1100 i commensali che si son dati appuntamento nella chiesa dei Santi Severino e Sossio (largo San Marcellino) ed in quella di S. Pietro Martire a piazza Bonghi (tra corso Umberto e Mezzocannone), dove a prendervi parte vi sarà anche il cardinale Crescenzio Sepe. Per la Vigilia della natività e per l’ultimo dell’anno, invece, le cene saranno itineranti, e raggiungeranno i senza dimora di Napoli a cui i volontari della Comunità di Sant’Egidio portano panini e pasti caldi durante tutto l’anno.

LA TRADIZIONE – Il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione della Comunità di Sant’Egidio da quando, nel 1987, un piccolo gruppo di persone povere fu accolto attorno alla tavola della festa nella chiesa di San Nicola al Nilo. Erano circa 20 invitati: c’erano alcuni anziani del quartiere, di cui eravamo amici da tempo, che in quel giorno sarebbero rimasti soli, e alcune persone senza fissa dimora conosciute nelle strade di Napoli. Da quel primo pranzo del 1987 la tavola si è allargata di anno in anno e ha raggiunto tanti luoghi della città e della regione dove la Comunità è presente.

LE ALTRE INIZIATIVE – Gli altri eventi della Comunità di Sant’Egidio. Il pranzo nel carcere di Poggioreale del 21 dicembre ha aperto le 35 iniziative natalizie della Comunità di Sant’Egidio, che continueranno il 24 dicembre con i pranzi con gli immigrati nelle chiese di Sant’Anna a Caserta con il vescovo Farina e di Sant’Anna ad Aversa con il vescovo Spinillo. Il giorno 25, oltre ai pranzi già citati ce ne saranno altri in alcuni istituti per anziani, a Ponticelli e a San Giovanni a Teduccio. Parteciperanno a queste iniziative senza dimora, immigrati di ogni nazionalità e confessione religiosa, rom tra cui tanti bambini, anziani, disabili, mendicanti, gente sola. E’ un presepe moderno dove si può scorgere il volto di Gesù nella debolezza e nella fragilità della vita dei poveri. I giorni seguenti il Natale vedranno feste e pranzi negli Istituti per anziani (Ospizio Marino, Cristo Re), nelle RSA del Frullone, e della Colonia Geremicca, con i rom a Ponticelli, con i bambini della scuola della pace (Sanità, Quartieri Spagnoli, San Giovanni a Teduccio, Ercolano, Scampia, Centro Storico, Ercolano) e altre iniziative a Salerno e Grottaminarda.

L’ EPIFANIA – Chiusura il 6 gennaio con la cena nel dormitorio pubblico e il tradizionale pranzo di Scampia a cui parteciperanno giovani e anziani, bambini rom e ragazzi del quartiere, adulti, migranti e diversamente abili riuniti dalla Comunità di Sant’Egidio. Feste per tutti, insomma, e senza trascurare neppure i diversi credi religiosi: i pranzi, infatti, saranno nel rispetto delle individualità di ciascuno e non saranno servite carni di maiale e non si userà vino e/o alcolici per le salse.

Luca Mattiucci
redazioneweb@comunicareilsociale.com
23 dicembre 2011

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