Una favola per raccontare l’autismo

PALERMO –Un libro per  raccontare la storia vera di un bambino nato con la sindrome autistica.  
Una favola, presentata nei giorni scorsi al Museo internazionale delle marionette ‘Antonio Pasqualino’ di Palermo, vuole contribuire a promuovere l’accoglienza del disabile tra i bambini delle scuole primarie. Il libro nasce da una esperienza professionale del professor Mauro Li Vigni, che durante i suoi anni di lavoro, in qualità di dirigente scolastico di una scuola primaria, ha stabilito profondi contatti professionali prima e di amicizia poi con i membri del Comitato “L’autismo parla” a cui è dedicato il libro. La storia raccontata vuole anche essere, nelle intenzioni dell’autore, un messaggio di speranza per tutte quelle famiglie che si trovano nella difficile fase iniziale della scoperta del disturbo autistico di un proprio figlio.
 
INTEGRAZIONE– Il tema dell’integrazione della diversità è solo uno di quelli trattati nel racconto che si contraddistingue anche per il riferimento al potere della musica come strumento di contatto tra bambini autistici e mondo esterno. Nel racconto ci sono personaggi diversi che ruotano intorno ad Ario ma tra tutti spiccano i bambini stessi, suoi compagni di classe, contenti di essere coinvolti in un progetto così importante di recupero delle relazioni con il loro compagno che vive la sua vita isolato in un angolo della stanza. Il libro vuole essere anche un modo per esplorare e far riflettere i più piccoli sulla diversità e i modi di dialogo possibili con chi è portatore di un linguaggio diverso dal nostro. Il linguaggio usato nel racconto è quello adatto ai bambini che frequentano la scuola primaria privo, cioè, di termini scientifici ma denso di riferimenti ai comportamenti quotidiani, alla vita vissuta realmente, con le sue difficoltà, da un coetaneo con caratteristiche diverse. Il testo è accompagnato dalle colorate illustrazioni di Giuseppa La Barbera, zia di un bambino autistico, che sottolineano i momenti salienti del racconto.
 
AFFRONTARE LA DISABILITA’– «Credo che il potere delle parole di questa favola sia straordinario – dice Rosi Pennino, presidente del comitato “L’autismo Parla”  -. Questa favola offre a tutti, piccoli, e grandi la possibilità di non avere paura della disabilità. Una favola che parla di sogni infranti, di disperazione, di amore e di speranza. Sappiamo tutti che di autismo non si muore, ma si muore a poco poco con il silenzio e l’indifferenza sociale. Riteniamo quindi molto importante diffondere questo libro perchè siamo convinti che la battaglia più grande sia quella dell’integrazione oltre a quella di potere avere per i nostri figli dei servizi dedicati. Ricordiamoci che spesso dietro le bizzarrie dei bambini autistici c’è una ricchezza di risorse che andrebbe valorizzata e  incanalata nella giusta direzione». 

di Sofia Curcio

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