Il volontariato, tra speranze e tagli, festeggia la sua giornata

ROMA. Sostengono i minori e gli anziani, si mobilitano in caso di eventi catastrofici, come accaduto recentemente con gli “Angeli del fango” in Liguria e Sicilia. Ancora, aiutano migranti e donne in difficoltà, supportano i diversamente abili. Sono i tre milioni e 300 mila volontari italiani, secondo le ultime rilevazioni disponibili, che prestano gratuitamente il proprio tempo fuori e dentro le oltre 40mila organizzazioni nate dopo il 1980. Sono loro a festeggiare la giornata internazionale del volontariato, come indicato dall’Onu ogni 5 dicembre dal 1985. «Ci impegniamo a continuare la nostra collaborazione con tutte le forze sociali e le istituzioni mettendo a disposizione le nostre competenze e la gratuità della nostra azione sociale. Ci impegniamo a sensibilizzare tutti i cittadini anche attraverso nuovi stili di vita a costruire un nuovo modello di sviluppo sociale, culturale ed economico. Il nostro appello si rivolge a tutti, in particolare ai giovani, per costruire una cultura in cui i valori del dono, della gratuità, della fratellanza, dell’ uguaglianza e della solidarietà divengano bene comune e fondamento della nostra vita sociale» Con queste parole contenute nell’Appello del volontariato letto nel corso della manifestazione si apre nell’Auditorium della Conciliazione, a Roma, la giornata internazionale del Volontariato con un evento dal nome “Capaci di intendere e di Valere”, organizzato dal Forum del Terzo Settore, CsvNet e Convol. Tanti gli ospiti presenti: dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ai ministri del Lavoro, Elsa Fornero, e della Coperazione, Andrea Riccardi e la governatrice del Lazio, Renata Polverini. Un modo per sottolineare i numeri e le esigenze di un settore che prova a sopravvivere a tagli continui.

5 DICEMBRE – Per i volontari è una giornata amara, soprattutto dopo la manovra da trenta miliardi targata Mario Monti che chiede sacrifici a tutti. Con il decreto “salva-Italia” potrebbe saltare l’Agenzia per il terzo settore, insieme con l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, l’Ente nazionale per il microcredito e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Tagli e austerity, così come chiesto dal primo ministro italiano e dal suo governo tecnico. In sintesi: sacrifici, parola che il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale Elsa Fornero non ha pronunciato, interrotta dalle lacrime. Oggi  è tornata sull’episodio, in occasione della Giornata Internazionale del volontariato: «Stavo per dire “sono commossa” – ha spiegato Elsa Fornero – ma non è la mia condizione persistente. Così preferisco dire “sono felice di essere qui con voi”». Ci ha scherzato su, ma ha poi assicurato una maggiore distribuzione dei fondi del 5 per mille e sottolinea l’importanza del volontariato, definito un «elemento di crescita» del paese.

VOLONTARIATO, UNA QUESTIONE DI FIDUCIA –  «Credo che il volontariato goda di una grandissima fiducia da parte degli italiani e debba continuare ad alimentare il proprio senso di responsabilità per essere in grado di rispondere anche alle emergenze», commenta il coordinatore della Consulta del Volontariato Fausto Casini. Il presidente del ConVol, Emma Cavallaro, ha evidenziato come il volontariato italiano, che ha radici profonde nella nostra storia, sia «un’esperienza unica nel panorama europeo, da valorizzare e riconoscere in quanto diritto alla solidarietà». Stefano Tabò,  presidente del Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato aggiunge: «In tempo di crisi, il rischio non è che il volontariato sia meno sostenuto. Continuerà a fare la propria parte perché non si crea né si distrugge con una normativa. Il nodo è comprendere come farlo diventare sempre più parte attiva della vita sociale e non come parte marginale».

di Stefania Melucci

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