Responsabilità sociale
Frupa: il progetto di cosmesi sostenibile dell’azienda vitivinicola Sorrentino
Ascolta la lettura dell'articolo
Ai piedi del Vesuvio si consolida sempre più FRUPA Vesuvian Cosmetic, progetto che unisce viticoltura e benessere della persona e che nasce dall’esperienza di tre fratelli, Benny, Maria Paola e Giuseppe Sorrentino, oggi alla guida dell’azienda vinicola di famiglia. Un percorso che affonda le radici nella terra vesuviana e che trasforma il sapere agricolo in una visione contemporanea di cura, sostenibilità ed economia circolare.
«Tutto nasce da un ascolto profondo della nostra terra», racconta Benny Sorrentino. Le vigne di Tenuta Sorrentino crescono su sabbie vulcaniche originate dall’eruzione del 79 d.C., un suolo carico di memoria e identità. «Ogni vendemmia ci ricordava che, anche dopo la vinificazione, nelle bucce dell’uva restava intatto un patrimonio straordinario. Da qui è nata l’idea di FRUPA Vesuvian Cosmetic: non come diversificazione, ma come prosecuzione naturale del nostro lavoro agricolo, trasformando ciò che resta del vino in un nuovo linguaggio di cura e bellezza, guidato da etica, sostenibilità e visione creativa».
Il cuore del progetto è proprio la trasformazione delle bucce d’uva, un tempo considerate scarto, in una risorsa ad alto valore. Maria Paola Sorrentino spiega come avviene questo passaggio: «Il processo segue la stessa filosofia che adottiamo in cantina, fatta di rispetto dei tempi e della materia prima. Dopo la vinificazione, le bucce vengono recuperate, selezionate e stabilizzate per preservarne la qualità. Attraverso fasi di essiccazione ed estrazione delicata otteniamo un estratto ricco di polifenoli e antiossidanti, molecole preziose che aiutano la pelle a difendersi dall’invecchiamento e dagli stress ambientali». Una trasformazione lenta e controllata, che conserva l’anima dell’uva rendendola adatta all’uso cosmetico.
La scelta di puntare sul FRUPA Piedirosso Superiore come elemento centrale della linea non è casuale. «Rappresenta l’espressione più autentica del nostro territorio vesuviano», sottolinea Giuseppe Sorrentino. «È un vitigno autoctono coltivato su terreni sabbiosi di origine vulcanica, dove la vite affonda le radici in una terra segnata dall’eruzione del 79 d.C. Questo contesto unico conferisce alle bucce una concentrazione particolarmente elevata di polifenoli e sostanze antiossidanti». Attivi che in cosmetica svolgono un ruolo fondamentale, proteggendo la pelle dallo stress ossidativo, migliorandone l’elasticità e contribuendo a mantenerla luminosa e vitale. «È un’uva che parla di resistenza, equilibrio e profondità, gli stessi valori che volevamo trasferire alla pelle».
Il dialogo tra vino e cosmesi, del resto, ha radici antiche. Già nell’antica Pompei, come attestano le evidenze archeologiche, i derivati della vite venivano utilizzati per la preparazione di oli e unguenti destinati alla cura del corpo. FRUPA Vesuvian Cosmetic raccoglie questa eredità e la traduce in un linguaggio contemporaneo.
«Ogni prodotto è pensato come parte di un rituale quotidiano, ispirato ai ritmi della natura e alla forza silenziosa del Vesuvio», spiegano i tre fratelli. Il siero antietà rappresenta il trattamento più concentrato della linea, studiato per lavorare in profondità su tono e luminosità. Il contorno occhi agisce con delicatezza su una zona particolarmente fragile, mentre la crema viso diventa il gesto quotidiano di protezione e nutrimento. Il tonico riequilibra e rinfresca, preparando la pelle ai trattamenti successivi, e la mousse detergente apre il rituale con una detersione soffice ma efficace. Il doccia shampoo, infine, estende la filosofia FRUPA anche al corpo e ai capelli, trasformando un gesto quotidiano in un momento di benessere.
di Annatina Franzese






