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Parità di genere leva strategica per la competitività. Concluso il forum nazionale

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Si è concluso il Forum Nazionale sulla Parità di Genere nelle aziende, promosso dal Winning Women Institute, con un’agenda ricca di presenze autorevoli e un numeroso pubblico di addetti ai lavori ed esperti. Sono emersi tutti i temi della Parità di Genere conseguenti alla applicazione della Direttiva europea di settore.
L’Italia, partita in ritardo, figura ancora oggi nelle retrovie delle classifiche internazionali. Tuttavia, i numeri dicono che il Paese sta esprimendo una nuova consapevolezza e si avvertono i segni di una inversione di tendenza.

“Abbiamo voluto questa giornata per la parità di genere nelle aziende, perché avvertiamo l’esigenza di cambiare la narrazione di questo importante tema, evidenziando le grandi opportunità di crescita sociale ed economica che esso può offrire al nostro Paese – ha dichiarato Paola Corna Pellegrini, presidente di Winning Women Institute – a patto che istituzioni, aziende, mondo accademico e società civile si impegnino con azioni concrete a rimuovere rapidamente le cause della nostra situazione di arretratezza nell’occupazione e nell’empowerment economico delle donne”.

Netta la presa di posizione delle istituzioni.

“La parità di genere va considerata come leva di crescita e sviluppo per il Paese e per questo rappresenta una sfida culturale e politica centrale, che richiede un impegno continuo e condiviso” -ha dichiarato l’On. Alessandra Locatelli, Ministra per le Disabilità – “Promuovere l’inclusione e valorizzare i talenti significa rafforzare la coesione sociale e rendere più forte il nostro Paese”.

Di pari tenore gli altri interventi del mondo politico. “La parità di genere non è soltanto una questione di equità o di diritti, ma rappresenta un vero e proprio fattore di competitività per il sistema produttivo – ha dichiarato l’On. Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati – Studi consolidati indicano che le imprese più inclusive hanno maggiori probabilità’ di raggiungere risultati finanziari superiori alla media e di attrarre talenti qualificati, generando un incremento di PIL nazionale nel medio-lungo periodo. Non valorizzare il capitale umano femminile vuol dire rinunciare a una parte importante del potenziale di crescita del Paese”.

Numerose le presenze dei parlamentari, con l’on. Elena Bonetti, l’on. Chiara Gribaudo, l’on. Debora Serracchiani, la sen. Elena Murelli, la sen. Silvia Fregolent e l’on. Sandra Cioffi.

“Nel 2021 lanciammo con il governo Draghi la strategia quinquennale per il settore – ha dichiarato l’on. Elena Bonetti – Purtroppo, non ha avuto lo slancio che poteva avere. Dobbiamo ripartire da lì per valutare ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato e per agire di conseguenza, magari sostenuti da una pressione dal basso di società civile e associazioni e dallo sforzo congiunto tra le forze politiche, tutte, o per lo meno tra quelle che condividono il medesimo obiettivo”.

“La parità di genere è una conquista fragile che va difesa, finanziata, rafforzata e continuamente rilanciata, perché il rischio di arretramento è sempre concreto – ha precisato l’on. Chiara Gribaudo – La parità non si costruisce solo per decreto, è vero, ma senza una legge forte e criteri stringenti il sistema tenderà a riprodurre diseguaglianze soprattutto economiche. A tale proposito occorre guardare sin da ora al recepimento della Direttiva europea sulla trasparenza salariale, che entrerà in vigore il 7 giugno 2026 e che punterà a ridurre il divario retributivo tra donne e uomini all’interno dell’Unione europea”.

Molto seguito il panel moderato da Maurizio Mosca (presidente comitato scientifico Winning Women Institute) con le Università, rappresentate dalla rettrice Antonella Polimeni (La Sapienza), la prorettrice Sveva Magaraggia (UniBicocca), la prorettrice Paola Profeta (UniBocconi) e la prof. Marilisa D’Amico (UniMilano).

Ricca e articolata la rappresentanza delle aziende con Marcello Cattani (Sanofi), Maura Latini (Coop Italia), Cristina Freguja (Istat), Alda Paola Baldi (Unindustria), Ciro Cafiero (AIDP), Anna Donati (Roma Servizi per la Mobilità), Eleonora Mariani (ANAS), Luciano Sale (Fincantieri), Stefania Santucci (Federmanager), Michele Gallo (GCerty Italy), Valeria Gangemi (Capua 1880), Gregorio Moretti (Autostrade per l’Italia), Gabriella Perrot (Enel).

Tra gli interventi conclusivi da segnalare quello della presidente Anna Maria Tarantola (vicepresidente Fondazione Giulia Cecchettin), Caterina Tonini (vicepresidente United Nations Women Italy) e Sonia Malaspina (presidente Fondazione Winning Women Institute).

“Siamo soddisfatti del confronto odierno che ha coinvolto istituzioni, imprese e università – ha dichiarato Enrico Gambardella, Founder di Winning Women Institute – Oggi l’obiettivo deve guardare a una alleanza pubblico-privato capace di valorizzare i risultati sin qui raggiunti e di accelerare, in modo concreto e misurabile, il percorso verso la parità di genere e la crescita delle donne nel mondo del lavoro, di cui il Paese ha urgente bisogno”.

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