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La Memoria come impegno quotidiano: dal ricordo della Shoah all’azione sociale di oggi

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Il Giorno della Memoria è una ricorrenza storica ma è anche una chiamata alla responsabilità collettiva, un esercizio civile che interroga il presente e chiede scelte concrete. A ricordarlo, con parole e iniziative che parlano di diritti, educazione, inclusione e partecipazione, è l’ampio mondo del sociale, che anche quest’anno ha voluto legare il 27 gennaio non solo al passato, ma alle sfide del nostro tempo.

Nel suo messaggio per la Giornata della Memoria, Auser sottolinea come il ricordo delle vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste non possa esaurirsi in un rito. «La Memoria non è solo un dovere morale verso il passato, ma un impegno civile verso il presente e il futuro», afferma Auser, richiamando il valore della memoria come fondamento della democrazia, della convivenza pacifica e del rispetto dei diritti umani. In un contesto globale segnato da conflitti, dal riemergere dell’antisemitismo, dal razzismo e da nuove forme di esclusione, ricordare significa trasformare la memoria in azione quotidiana: educazione alla pace, cittadinanza attiva, solidarietà concreta.

Un impegno che passa, in modo particolare, dall’educazione delle nuove generazioni. È il cuore dell’iniziativa promossa dalla rete Semi di Storie, che nei Punti Lettura della Campania ha scelto di avvicinare il Giorno della Memoria ai più piccoli attraverso i libri e le storie. Sedersi insieme, adulti e bambini, per leggere racconti di amicizia, diversità e cura diventa così un gesto politico nel senso più alto del termine. «Il 27 gennaio non è solo una data da celebrare, è una data da tenere aperta», spiegano i promotori, ricordando che il pregiudizio non è innato, ma appreso, e che allo stesso modo possono essere insegnati il rispetto, l’ascolto e la dignità di ogni persona.

La memoria come responsabilità educativa è anche il filo conduttore del lavoro della Fondazione Polis, che coordina la Rete dei Punti Lettura. Un patrimonio di storie e relazioni che genera unità nella diversità e restituisce senso alle parole “comunità” e “accoglienza”.

Accanto alle iniziative territoriali, il Giorno della Memoria parla anche il linguaggio della scuola e delle istituzioni. Secondo quanto riferisce il Ministero dell’Istruzione e del Merito, oltre 6.000 classi italiane hanno partecipato a visite online ai campi di Auschwitz e Birkenau: un modo per superare distanze geografiche e barriere materiali, e garantire a migliaia di studenti un’esperienza di conoscenza e consapevolezza.

Il ricordo, però, non può essere selettivo. A ribadirlo è la FISH, che nel Giorno della Memoria ha voluto ricordare le vittime dell’Aktion T4, il programma di sterminio nazista contro le persone con disabilità. Una pagina spesso meno raccontata, ma centrale per comprendere fino in fondo cosa significhi negare il valore della vita umana e perché la difesa dei diritti delle persone con disabilità sia, ancora oggi, una battaglia di civiltà.

Anche lo sport sociale si unisce al ricordo. L’UISP richiama i valori dell’inclusione, della partecipazione e dell’antifascismo, sottolineando come lo sport possa essere uno strumento educativo potente contro l’odio e le discriminazioni, soprattutto nei contesti più fragili.

Nella foto  l’albo “La portinaia Apollonia”, di Lia Levi, illustrazioni di Emanuela Orciari, casa editrice: Orecchio Acerbo.

di Francesco Gravetti

 

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