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Arresti e minacce: colpi di pistola per fermare l’Arctic Sunrise

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Action Against Gazprom's Arctic DrillingRUSSIA- Due attivisti di Greenpeace International sono stati arrestati dopo aver scalato, all’alba di questa mattina, la piattaforma petrolifera Prirazlomnaya di Gazprom nella Russia artica. Una protesta pacifica in difesa dell’Artico che ha provocato il ricorso all’uso della forza da parte della Guardia Costiera russa.
UN ITALIANO A BORDO- Undici colpi di avvertimento sono stati sparati dalla Guardia Costiera russa che ha anche minacciato di colpire la nave stessa se si rifiuterà di lasciare immediatamente l’area. La Guardia Costiera ha anche richiesto di salire a bordo dell’Arctic Sunrise ma il capitano ha rifiutato. Sulla nave di Greenpeace è presente anche un membro dell’equipaggio di cittadinanza italiana, Cristian D’Alessandro. Al momento, non ci sono climber sulla piattaforma, ma la nave rompighiaccio Arctic Sunrise di Greenpeace International è ancora nei pressi del luogo dell’azione. I due attivisti arrestati, di nazionalità finlandese e svizzera, sono ora detenuti dalla Guardia Costiera russa.
REAZIONE SPROPORZIONATA- «L’utilizzo della forza contro una protesta pacifica è completamente sproporzionato e deve fermarsi immediatamente – afferma Ben Ayliffe, responsabile della campagna in difesa dell’Artico di Greenpeace International -. È chiaro che le aziende petrolifere ricevono una protezione speciale dalle autorità russe. La vera minaccia non viene da Greenpeace International ma da aziende petrolifere come Gazprom che sono pronte a trivellare l’Artico ad ogni costo».

D.D.

 

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