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Con la “gelotologia” a Nisida si ride in carcere

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L'isolotto di Nisida, che ospita il carcere minorileNAPOLI. Promosso dall’Associazione Campi Flegrei, “L’isola che non c’è” è progetto un pensato per il carcere minorile di Nisida. Si tratta di un laboratorio di evasione che si basa sulla Gelotologia (dal greco Ghelos = risata),  e fornisce la metodologia e  la tecnica per sdrammatizzare le situazioni stressanti,  far emergere stati emozionali positivi, abbassare le tensioni. L’umorismo e la comicità rappresentano, dunque, un’opportunità per ribaltare le situazioni problematiche, ansiogene o angosciose e il gioco creativo mette alla prova il senso della realtà e la risveglia in nuove prospettive e opportunità, facendo esprimere le dinamiche presenti.
I METODI. Risate anche in un carcere, dunque, dove i volontari dell’associazione sperimenteranno tecniche di clownerie, improvvisazione teatrale e “Yoga” della risata. I volontari e gli educatori avvieranno prima una programmazione  dei laboratori attraverso un ciclo di 8 incontri da 3 ore l’uno per un totale di 24 ore una volta a settimana. Successivamente i partecipanti sperimenteranno quanto appreso durante l’attività di programmazione con un incontro settimanale di 3 ore per 8 mesi.
LA MOSTRA. Il progetto si concluderà con una pubblicazione contenente i risultati del progetto e una mostra fotografica che verrà esposta presso la sede dell’Associazione Campi Flegrei, presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida, la Biblioteca Comunale di Nola e l’Università Parthenope di Napoli.
 

di Francesco Gravetti

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