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Fois gras, la Protezione Animali: “Basta barbarie”

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di Francesca Damiano
Roma. Ogni anno 37 milioni di anatre e oche vengono barbaramente ingozzate per mezzo di un tubo metallico, lungo 20-30 cm, infilato in gola e spinto giù fino al raggiungimento dello stomaco. Per costringere l’organismo a produrre il foie gras (un fegato enorme) l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato (quasi di dieci volte superiore rispetto a quelle normali) e lo sviluppo di una malattia chiamata: steatosi epatica.  A raccontare quello che accade negli allevamenti lager è l’Enpa che denuncia: “Si tratta di una barbarie inaudita in nome di una “prelibatezza” chiamata fois gras gli animali utilizzati per la produzione vengono privati del proprio becco, senza anestesia, con pinze o forbici. Se cercano di divincolarsi rischiano di morire soffocati. I fortunati che sopravvivono moriranno successivamente a causa di dolorosissime infezioni. La natura delle anatre e delle oche è di trascorrere gran parte della loro esistenza in acqua.” I volatili utilizzati per la produzione vengono tenuti in gabbie così piccole da non riuscire nemmeno girarsi su loro stessi, tantomeno ad assumere una posizione eretta o battere le ali – aggiungono gli animalisti – aiutaci a fermare questa crudeltà insensata. Fai sentire anche tu la tua voce e schierati al nostro fianco per bloccare il commercio del fois gras”.
PER SAPERNE DI PIU’
http://www.comunicazionesviluppoenpa.org/

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