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Collasso welfare: spesa Comuni al 30%

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ROMA. I dati dell’analisi condotta dallo Spi-Cgil sui bilanci di previsione dei comuni italiani sono impietosi: il 60% delle risorse delle amministrazioni comunali viene destinato alle funzioni generali di amministrazione, alla spesa per il personale e, più in generale, al mantenimento dei costi della politica. «La spesa per il welfare si attesta, invece, al 30% del totale – è scritto nella ricerca – e riguarda servizi sociali, politiche culturali, istruzione, sport e tempo libero.  Questa voce ha subito una flessione rispetto al 2010 dell’1% e una contrazione delle risorse pari a 252 milioni di euro. Nei comuni del Centro Italia  la spesa per il welfare è diminuita del 2,3%, rappresentando il 30,6% della spesa totale. In quelli del sud, invece, la diminuzione è stata dallo 0,9% ma in questo caso rappresenta solo il 22,5%. Riduzioni meno sensibili si sono registrate al nord ovest (-0,6%) e al nord est (-0,2%)».
CALA SPESA SOCIALE. «La spesa sociale dei Comuni (che comprende servizi a favore degli anziani, dei minori, dei disabili e rivolti verso il disagio) è diminuita nel 2011 dell’1,8% con una riduzione di 166,5 milioni di euro e una minore incidenza sulla spesa corrente dello 0,6%». L’analisi segnala che la diminuzione è stata più forte nei comuni del centro (-4,4%), in quelli del sud (-2,8%), in quelli che hanno tra i 20 mila e i 50 mila abitanti (-2,9%) e in quelli che superano i 50 mila abitanti (-3%).
IL COMMENTO. «Il welfare nel nostro paese e’ al collasso. Stiamo raccogliendo i frutti avvelenati di scelte scellerate e profondamente sbagliate di chi ci ha governato fino a poco tempo fa, che ha deciso di azzerare la spesa sociale lasciando milioni di persone prive di qualsiasi forma di assistenza». E’ quanto ha dichiarato il segretario generale Spi-Cgil, Carla Cantone, intervenendo  alla presentazione dell’analisi dei bilanci dei Comuni italiani realizzata dal sindacato dei pensionati della Cgil. «Ci aspettiamo- ha continuato- che il governo Monti intervenga per ripristinare uno stato sociale degno di un paese civile e che sappia rispondere alle esigenze dei pensionati, degli anziani, dei non autosufficienti, delle famiglie e piu’ in generale di tutte le persone piu’ fragili ed esposte».
PER SAPERNE DI PIU’
http://www.spi.cgil.it/ (SINDACATO. Il sito della Spi-Cgil)

di Francesco Gravetti

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