News
Una TIN “hub” in Campania: accesso unico per il neonato cardiopatico e centro di riferimento per la neuroprotezione dei neonati asfittici
Ascolta la lettura dell'articolo
Una Terapia Intensiva Neonatale che è insieme snodo dell’emergenza regionale, porta di accesso dedicata per il neonato cardiopatico e riferimento per trattamenti ad altissima complessità, dalla grave insufficienza respiratoria alla neuroprotezione dei neonati asfissiati alla nascita. È l’identikit della TIN dell’Ospedale Monaldi, oggi guidata dal dottor Alfredo Santantonio, che ne valorizza il ruolo strategico in Campania e nel Mezzogiorno, grazie a un modello integrato con la Cardiologia pediatrica e la Cardiochirurgia Pediatrica. Un’integrazione clinica e organizzativa che rende il Monaldi un punto di riferimento non solo regionale: «I neonati cardiopatici che arrivano da noi – dice Santantonio – provengono dalla Campania, ma anche da regioni vicine come Puglia, Basilicata e Calabria. Questo conferma la vocazione del Monaldi come hub di accesso del neonato cardiopatico per l’area peninsulare del Sud Italia».
La TIN del Monaldi gestisce ogni anno circa 250 ricoveri, un dato significativo anche alla luce della flessione delle nascite: «La crisi demografica è evidente: alla fine degli anni ’90 in Campania si registravano circa 80.000 nuovi nati l’anno, oggi siamo intorno ai 40.000» osserva Santantonio. «In questo scenario, mantenere volumi assistenziali elevati su casistiche complesse testimonia la centralità della nostra unità operativa nella rete». Attualmente la TIN dispone di 16 posti letto, organizzati per intensità di cura: 8 posti di terapia intensiva con postazione completa, di cui uno in box di isolamento, per la gestione in sicurezza di pazienti potenzialmente infetti o da valutare prima dell’inserimento in area comune. Sul piano tecnologico, la TIN può contare su sistemi di ventilazione assistita avanzata e su un ulteriore potenziamento in corso: «Siamo in attesa di nuovi ventilatori già acquistati dall’Azienda: consentiranno ventilazioni invasive e non invasive di ultimissima generazione e un monitoraggio più esteso di parametri clinici. Significa ridurre lo stress per il neonato, limitare procedure e prelievi e migliorare le performance assistenziali in termini di esiti», spiega Santantonio. Storico anche l’impiego di una terapia ritenuta oggi standard nelle linee guida internazionali per specifiche condizioni respiratorie neonatali: «Dalla fine degli anni ’90 disponiamo di una terapia salvavita come l’ossido nitrico inalatorio, fondamentale in diversi quadri di insufficienza respiratoria grave e ipertensione polmonare: nel tempo siamo diventati un riferimento naturale per queste patologie», sottolinea il direttore della TIN. Tra gli ambiti a più alto impatto clinico, la TIN del Monaldi garantisce un percorso dedicato di neuroprotezione per i neonati asfittici, condizione che può determinare un insulto ipossico-ischemico cerebrale.
«La nostra TIN è centro di riferimento in Campania per questo trattamento – evidenzia Santantonio –. La terapia consiste nell’avviare una ipotermia terapeutica controllata, portando la temperatura del neonato da 37°C a 33,5°C. Il raffreddamento ha un’azione neuroprotettiva perché rallenta i processi che alimentano l’evoluzione del danno dopo l’evento ipossico, offrendo una finestra terapeutica decisiva». Investire su competenze, organizzazione e tecnologie significa garantire ai neonati più fragili, in particolare quelli cardiopatici e asfittici, le migliori possibilità di cura. «Il Monaldi – direttrice generale Anna Iervolino – conferma così una missione chiara: essere un riferimento regionale e sovraregionale per l’alta complessità, con percorsi assistenziali solidi e continui, dal primo accesso fino al trattamento specialistico».






