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Nella casa circondariale femminile di Benevento è nata l’officina artistica rosa: così le pareti hanno preso vita.

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Grazie a un progetto che ha visto la partecipazione, in qualità di esperti, dello street art sannita Fabio Della Ratta e dell’artista Domenico Olivieri, nel carcere femminile di Benevento, è nata l’officina artistica rosa, che ha regalato alle detenute, la possibilità di lasciare un segno tangibile della loro creatività all’interno del carcere stesso.
Le mura sono state trasformate ed hanno preso vita, regalando colore e speranza alle ospiti della casa circondariale.

Il progetto dello street art ha avuto il merito di essere un’esperienza creativa, che ha donato voce e speranza, rappresentando un’occasione di riscatto e presenza.
Un laboratorio artistico parte di un percorso ben più ampio, che ha visto  nell’arte uno strumento di reinserimento sociale e umano, permettendo a stencil e collage di diventare strumenti per raccontarsi con sincerità e senza filtri, mettendo in evidenza sentimenti, mancanze, fragilità e speranze.

Le opere create, per il momento, non sono state portate fuori dal carcere.
Si è scelto infatti di custodirle al suo interno con forza intima, un po’ come a volerne preservare il messaggio e un po’ per far in modo che, lo stesso, si sedimenti nel cuore di chi passa da lì.

Un progetto che ha lasciato il segno, dunque, non solo nell’animo delle detenute coinvolte, ma anche all’interno dello stesso carcere, le cui pareti sono diventate esempio di narrazione viva ed identità.

Un viaggio introspettivo, che ha dato vita ad una vera e propria memoria collettiva ove ogni colore rivendica, come le persone, il suo diritto all’esistenza.

di Annatina Franzese

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