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Aversa, da ex manicomio a fattoria sociale

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fattoriaCASERTA. Agricoltura biologica, visite didattiche ed inserimento lavorativo di persone in difficoltà: sono solo alcune delle cose realizzate dalla fattoria sociale “Fuori di zucca”. Nata dall’impegno delle cooperative “un fiore per la vita” ed “il millepiedi”, la struttura si sviluppa in un’area, di quattro ettari, che ospitava l’ex manicomio civile di Aversa. Una piccolissima parte se si pensa che il parco, completamente abbandonato, è di ventuno ettari, di proprietà dell’Asl. «È un peccato – ha sottolineato Giuliano Ciano, presidente della cooperativa “un fiore per la vita” – che tutte queste strutture non possano essere, com’è stato fatto per la fattoria sociale, restituite alla cittadinanza. Attraverso l’agricoltura biologica – ha aggiunto – permettiamo a molte persone svantaggiate, soprattutto a quante hanno alle spalle problemi di tossicodipendenza, di inserirsi nel mondo del lavoro».

LE TESTIMONIANZE. Dunque, un ex manicomio, simbolo di malattia e sofferenza che si trasforma in un luogo in grado di dare lavoro ed una migliore qualità di vita. Lo sa bene Mauro, 35 anni, ex tossicodipendente. «Dodici anni fa – ha raccontato – ho conosciuto la cooperativa, ho iniziato con dei progetti, poi dopo un lungo percorso, in cui ho lavorato su me stesso, sono riuscito ad ottenere un impiego». Ora Mauro è diventato addirittura un socio dell’azienda agricola sociale. «Non avevo niente – ha dichiarato – ora ho anche una famiglia, una moglie e due bambini. Sono rinato».
Nella fattoria “fuori di zucca” si producono prodotti biologici, si allevano galline, oche, due asinelli e si ospitano spesso le scolaresche. «Riteniamo – ha spiegato Ciano – che sia fondamentale trattare alcuni tempi, quali la legalità e l’ambiente, con quelli che saranno gli uomini del domani. Ormai – ha concluso – siamo diventati un presidio importante per il territorio, punto di riferimento per quelle persone che vivono un disagio, seppur momentaneo».

di Emiliana Avellino

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