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Al via il festival internazionale di giornalismo civile Imbavagliati, al Pan fino al 19 maggio.

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Alla settima edizione ll premo Pimentel Fonseca, una sorta di prologo del vero e proprio festival, consegnato alla giornalista e attivista siriana Wafa Ali Mustafa. “Per me questo premio è molto importante – ha dichiarato la giornalista – perchè mi fa rendere conto di come siamo tutti interconnessi. Questo vuol dire che quello che io chiedo per la Siria può essere veramente ascoltato in tutto il mondo”.
Da anni in prima linea per la liberazione dei detenuti del regime di Assad e il riconoscimento dei rifugiati siriani, Mustafa ha passato gli ultimi anni ad esercitare pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo il rilascio dei nomi e delle posizioni di tutti i prigionieri politici catturati e spesso spariti nel nulla.
Era il due luglio del 2013 il giorno in cui fu costretta ad assistere al brutale arresto del padre da parte di uomini armati, che lo trascinarono via senza alcuna spiegazione. “Un premio importante dato ad una giornalista coraggiosa che non si è mai arresa” ha dichiarato Asmae Dachan, giornalista, fotografa, e poetessa siriana, che nel 2019 fu insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Premiata anche Margherita Dina Ciacci, socia fondatrice del comitato italiano per l’Unicef. “Mai come oggi questo premio è importante. Il lavoro di un giornalista serio e qualificato può aiutare la gente a comprendere” ha dichiarato. Presente al festival anche
Waad al-Kateab – Giornalista e Regista siriana inclusa dal “Time” tra le 100 donne più influenti del 2020. Dallo scoppio della guerra civile siriana nel 2011, dove in prima linea documentava quello che stava accadendo nelle città lacerate dal conflitto, in particolare ad Aleppo, Waad al-Kateab ha ricevuto numerosi premi e non solo per gli innumerevoli reportage. Il suo capolavoro “For Sama” le è valso, tra gli altri, l’œil d’or per il miglior documentario al Festival di Cannes e il British Academy of Film and Television nel 2019, oltre alla candidatura al premio Oscar nel 2020. Il documentario è dedicato alla figlia e racconta la Resistenza siriana, culminata con il sanguinoso assedio di Aleppo del 2016.
“per me è stato stupendo venire qui e scoprire che ci sono tante persone da ogni parte del mondo che si battono per la libertà di stampa” ha dichiarato la giornalista.
Ad aprire il festival una breve rappresentazione teatrale in ricordo di Eleonora Pimentel Fonseca durante la quale si è ricordato anche Mario Paciolla

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