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“Schiavi”, il film denuncia sulla questione migranti

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NAPOLI- Una finestra sui migranti, sui loro diritti e sui soldi pubblici spesi per gestirne i flussi: Schiavi è il nuovo film inchiesta di Stefano Mencherini, giornalista indipendente, autore e regista Rai, per ora mai trasmesso da nessuna televisione italiana. Alcuni brani sono stati proiettati alle Giornate degli Autori dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Il film, realizzato nel corso degli ultimi due annie mezzo anni, patrocinato dal Ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge e prodotto da Flai Cgil e da LESS onlus (Napoli), denuncia lo spreco di denaro pubblico (oltre 1 miliardo e 300milioni di euro) e la violazione dei diritti umani e civili avvenuto attraverso l’Ena (Emergenza Nord Africa) da parte dell’ultimo governo  Berlusconi attraverso la “nuova” Protezione civile e mette in luce come masse incredibili di migranti (rifugiati, richiedenti asilo e irregolari) finiscano nella rete delle nuove schiavitù.
Nel film inchiesta parlano le storie come quella di ‘Mohammad’, giovane della Costa d’Avorio fuggito dopo l’uccisione del padre, che è drammaticamente simile a quella di tanti suoi compagni di sventura africani e che inizia quando il giovane migrante è stato venduto a un padrone libico. Eattraverso la sua ed altre storie si dà testimonianza dell’unico processo aperto in Europa con accuse di riduzione in schiavitù verso datori di lavoro e caporali (il dibattimento è in corso a Lecce) che ha portato in carcere lo scorso anno 12 persone con l’operazione ‘Sabr’ dei Ros salentini.
In ‘Schiavi’ interviene anche il Ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, che oltre ad alcune precisazioni lancia un appello all’Europa affinché si possano tutelare collegialmente i diritti umani e civili dei migranti attraverso legislazioni, anche europee, non meramente repressive.

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