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Esteri

Siria, Msf: stallo dell’assistenza umanitaria

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ROMA – A due anni dall’inizio di un conflitto molto violento, la situazione umanitaria in Siria è catastrofica e l’assistenza fornita è completamente al di sotto dei bisogni. Si legge in una nota di Medici senza Frontiere. La paralisi diplomatica che impedisce una soluzione politica del conflitto non può assolutamente essere una scusa per il fallimento della risposta umanitaria. L’organizzazione internazionale chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di negoziare un accordo in merito all’assistenza umanitaria, con l’obiettivo di facilitarne l’implementazione in tutta la Siria attraverso i paesi vicini o attraverso le linee del fronte. Al contempo, le Nazioni Unite e i donatori internazionali devono riconoscere la frammentazione del paese e dare urgentemente il proprio supporto alle Organizzazioni Non Governative (ONG) per garantire l’assistenza umanitaria.
ASSISTENZA CARENTE – Secondo le stime delle Nazioni Unite, in Siria ci sono ormai 2.5 milioni di sfollati, mentre è stato danneggiato il 57% degli ospedali e il 36% di essi non è in grado di funzionare. Questi dati non includono le cliniche private o gli ospedali di fortuna che sono stati distrutti o danneggiati. Per l’Unhcr il numero dei rifugiati ha superato il milione. L’assistenza umanitaria è scarsa, fa sapere in una nota Msf che non ha accesso ai territori controllati da Damasco,  mentre i bisogni della popolazione in Siria e dei rifugiati nei paesi confinanti aumentano di giorno in giorno.  «Le autorità di Damasco – dichiara Christopher Stokes, direttore generale di Msf  –  hanno la chiave per andare oltre questo stallo e per rimuovere tutti gli ostacoli perché l’assistenza umanitaria sia presente in tutto il paese».  «Chiediamo a tutte le parti coinvolte nel conflitto, in mancanza di una risoluzione politica, di arrivare almeno a un accordo di base riguardo all’assistenza umanitaria per facilitarla nel modo più efficace».
PER SAPERNE DI PIU’
Vai al sito di Medici Senza Frontiere

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