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«Strage di Parigi impone ai giornalisti maggiore rigore deontologico»

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ROMA – «È il momento della responsabilità e del rigore. La strage di Parigi impone ai giornalisti italiani di seguire ancora con maggior scrupolo le regole del codice deontologico che si sono dati nel 2008». L’ha detto Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, durante un incontro di formazione professionale organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Toscana in collaborazione con la Regione.

Un appello alla responsabilità è stata lanciato, nel suo intervento di saluto, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Il presidente di Carta di Roma ha rilevato che, su alcuni quotidiani, appaiono a caratteri cubitali titoli che associano all’islam, senza specificazioni, l’eccidio di Parigi. «Noi giornalisti italiani – ha detto – dobbiamo decidere se affermazioni di questo genere possano essere considerate libere manifestazioni del pensiero o se, invece, non si tratti banalmente di informazioni fuorvianti. Questo al di là di una considerazione di semplice buon senso: se, cioè, associare a tutto l’Islam questa feroce violenza non sia un modo, certamente inconsapevole, di aderire alla visione di chi promuove le guerre di religione».

L’Associazione Carta di Roma ha aderito alla proposta del presidente della Regione e del presidente dell’Ordine toscano Carlo Bartoli di concludere anticipatamente la formazione per recarsi tutti – relatori e partecipanti – al presidio di solidarietà davanti al consolato francese.

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