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Chieste le “quote bianche”:disabili nella vita politica

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ROMA. Dopo le “quote rosa”, arrivano le “quote bianche”. Riguardano non le donne, ma le persone con disabilità, e a chiederle è un comitato di undici realtà – associazioni e cooperative – guidate dal Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano (Modavi) e dall’associazione Valentina. La richiesta è quella di un “sistema di garanzie che consenta alle persone con disabilità di partecipare, da protagoniste, alla vita politica e istituzionale, sia in Italia che in Europa”. Nella pratica, si tratta di garantire una percentuale, pari ad almeno il 5%, di persone con disabilità nelle liste elettorali e negli organi rappresentativi dello Stato”.
I NUMERI. In Italia – scrivono le associazioni in un manifesto – vivono oltre 5 milioni di persone con diverse forme di handicap, e in Europa il popolo delle disabilità arriva almeno a 50 milioni: questa “parte consistente” della popolazione italiana ed europea “non ha rappresentanza nelle istituzioni, nei governi, nelle amministrazioni locali, nei consigli di amministrazione aziendale e negli enti pubblici”. Un “immenso popolo di donne e uomini” – scrivono i promotori – che “non è rappresentato che in maniera casuale, episodica ed insignificante”.
Firmano il manifesto, oltre a Modavi e Associazione Valentina, anche l’Asms (Associazione Siciliana Medullolesi Spinali), Auxilia, Associazione Città Solidale, Cooperativa Sociale Orsa 2001 Onlus, Donne e non solo, Fondazione Villa delle Ginestre, Istituto Medicina Solidale, Sos Handicap e Unione Italiana Forense.

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