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Cori razzisti, la Figc introduce la «condizionale»

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ROMA – Dopo le polemiche seguite alla decisione di far giocare Milan-Udinese a porte chiuse a causa dei cori di discriminazione territoriale, decisione poi sospesa dalla Corte d’Appello federale, la Federcalcio ha deciso di introdurre la condizionale per fatti di discriminazione razziale e territoriale.
«AMMONIZIONE» ALLE SQUADRE – La decisione è arrivata mercoledì mattina: di fatto, verrà applicata una sorta di «ammonizione» per le società le cui tifoserie si saranno rese protagoniste per la prima volta di fatti di razzismo. In precedenza, in accordo con le nuove normative Uefa, alla prima sanzione sarebbe scattata la chiusura della Curva (come già accaduto, per esempio, proprio al Milan, ma anche all’Inter o alla Lazio), alla seconda l’obbligo di giocare a porte chiuse.
UN ANNO – Adesso la«condizionale» rimarrà in vigore per un anno solare per ogni squadra. In caso di recidiva la nuova sanzione si sommerà a quella nel frattempo «congelata». La Figc inoltre ha deciso di valutare anche la portata del fenomeno discriminatorio, quindi se si tratterà solo di una minoranza di tifosi o di un intero settore.
ABETE: «PUNITI ANCHE TUTTA LA STAGIONE» – Il presidente federale, Giancarlo Abete, commentando il ricatto degli ultrà cheminacciavano di far chiudere tutti gli stadi, ha avvisato che «gli organi giustizia sportiva potranno continuare a sanzionare» le curve chiudendole «per due, tre, dieci settimane, non c’è un limite. Se ne possono stare a casa anche per tutto l’anno se hanno intenzione di continuare a comunicare disvalori». Proprio per questo è stata decisa la valutazione di quanti tifosi abbiano partecipato al coro e «la chiusura degli impianti resta ed è possibile già alla prima valutazione». Abete ha anche stigmatizzato il livello di contrasto da parte dei club nei confronti del razzismo, ritenendolo «troppo basso: non basta solo mettersi una maglietta o andare a istruire i bambini nelle scuole».
GALLIANI: «NORMA LOGICA» – Tra i primi a commentare la decisione, l’ad del Milan Adriano Galliani: «Siamo soddisfatti. Certamente ora è una norma logica che viene incontro ad una serie di esigenze, con il discorso della condizionale, già presenti nei regolamenti Uefa. Direi che il consiglio federale ha ben operato».

di redazione online 

 

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