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Invisibili, impossibili, incorreggibili: sono le storie “zero like”

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Campagna web Zerolike  CEIROMA – “I like”: pollice alzato. Mi piace. L’unità di misura del web decreta le amicizie e gli “ammiratori”. Quanti più pollici alzati si riescono ad ottenere tanto meno ci si sente soli. Ma nel web, oltre che fuori, ci sono pure quelli che stanno in fondo alla classifica e che hanno “zero ammiratori”, “zero like”.

La Chiesa questi sostiene, e ama, da sempre. E così – in parallelo agli spot tv – la comunicazione della C.E.I.
8xmille 2013 si è arricchita di una campagna online dal titolo Zero Like per far conoscere agli internauti le
persone aiutate da queste risorse (sul sito www.chiediloaloro.it/storiezerolike/ o su youtube).
“Ideata per un pubblico di Internet, quindi tendenzialmente più giovane – spiega Matteo Calabresi
responsabile del Servizio Promozione – l’iniziativa Zero Like vuole raccontare, con un linguaggio tutto
speciale, a volte sorprendente, le storie di vita incontrate durante le riprese degli spot. Quando tutto è
immagine, tutto ruota attorno ai ‘followers’ ed ai ‘like’ (c’è addirittura chi ne compra per crearsi una
reputazione digitale), la Chiesa vuole ricordare che ci sono anche gli ‘zero like’, i ‘no followers’ che
esistono e vivono nella vita reale. E per fortuna c’è ancora qualcuno che si occupa di loro. Questo per
dimostrare anche come l’8xmille sia vicino a noi, più di quanto non si immagini”.
I destinatari dell’8xmille sono volti che non attraggono simpatie e le cui storie raccontano di dolore e di
speranza. I protagonisti dei “corti” (4/5 minuti) non sono attori e non hanno un copione da seguire. Sono i
testimoni stessi dei progetti sostenuti da queste risorse destinate alla Chiesa.

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