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Cronaca

Porto di Napoli, i camionisti non mollano: «Dal governo solo annunci»

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«Da questi incontri non è emerso nulla di concreto, solo annunci e proclami. Con queste condizioni non possiamo assicurare che il pacifico blocco stradale dei tir si fermi». È la voce unitaria dei camionisti che da giorni presidiano il Porto di Napoli per protestare contro il caro carburanti. Sono un centinaio, con cinque o sei mezzi fermi nel parcheggio da centinaia di ore. Le conseguenze pesano sulla viabilità di autostrade e statali e sulla disponibilità dei prodotti nei supermercati, soprattutto freschi come frutta e verdura. A Napoli i distributori sono ormai deserti e a rischio finiscono anche i collegamenti con Ischia e Procida.

La protesta prosegue in attesa di sviluppi dalle trattative in corso al Ministero, sulla stessa linea dei colleghi che presidiano le uscite autostradali della A1 a Caianello, Capua e Santa Maria Capua Vetere, e poi Venafro e Isernia. I camionisti si dicono aperti al confronto, ma senza passi indietro, neppure dopo l’incontro di Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le associazioni di categoria. Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato che il governo comincerà a «erogare i contributi sui 430 milioni, che ora sono diventati circa 480 milioni, per azzerare tutte le domande degli autotrasportatori che sono pervenute fino al 30 agosto, l’ultima finestra che è stata aperta per accedere ai contributi sotto forma di credito di imposta». Dal vertice è uscita anche la linea dura dell’esecutivo sui blocchi in corso: dovranno essere rimossi a breve, pena l’intervento delle forze dell’ordine.

«Poi», ha aggiunto Rixi, «verrà aperta un’altra finestra per le nuove domande sostanzialmente ai primi di novembre, che poi verrà compensata con i crediti d’imposta nel 2027». Il viceministro ha citato anche «lo sblocco dei 590 milioni del rinnovo del parco mezzi, su cui abbiamo un confronto a livello europeo, perché quello che tutte le associazioni ci chiedono è di mantenere l’endotermico, perché oggi il trasporto va su diesel».

«È un’altra promessa che temiamo non sarà mantenuta», riferiscono i camionisti in protesta al Porto di Napoli. «Sono mesi che attendiamo un intervento per fronteggiare questa situazione o almeno lo sblocco di questi fondi promessi e mai arrivati. Così il blocco resta».

 

                                          di Nicola Sellitti

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