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Cronaca

Licei occupati, cresce la protesta a Napoli e in provincia

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Ben oltre dieci istituti superiori occupati negli ultimi giorni. Ma l’elenco si aggiorna con continuità. La mobilitazione degli studenti napoletani prende quota, comprendendo i licei Genovesi, Sannazaro, Umberto e Mercalli. Nelle ultime ore si sono aggiunti l’istituto Terra, il Diaz ed il liceo Pansini, mentre l’onda è partita dall’iniziativa del Tito Lucrezio Caro. E non sono finora mancati anche momenti di tensione tra la dirigenza scolastica e gli studenti, come accaduto allo stesso Genovesi, oppure al “Mazzini”. Al centro della protesta degli studenti ci sono i tagli denunciati ai finanziamenti per l’istruzione pubblica contenuti nel decreto Valditara, il carovita determinato dall’impennata dei prezzi di carburanti e gas. Ancora, si contesta il tetto massimo del 30% per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana e c’è vicinanza anche alle motivazioni che hanno portato in piazza gli studenti in Francia ed in Spagna, ma il focus degli ultimi giorni è puntato anche sulla realizzazione del centro di permanenza per i rimpatri previsto a Castel Volturno, con adesioni che si susseguono alla manifestazione di dissenso sul Cpr, prevista il 24 ottobre nella cittadina casertana. L’orizzonte delle proteste studentesche è fissato allo sciopero generale, annunciato per il 30 ottobre. Gli studenti affidano le ragioni della loro protesta ai social, come nel caso degli studenti del Diaz di Napoli che in una nota affermano che: “in un clima in cui si vuole limitare il numero massimo di studenti stranieri per classe, in cui scuole e ospedali cadono a pezzi a causa della della scarsità di fondi pubblici, e in cui a pochissimi chilometri da noi si vuole costruire un lager di stato, comunemente chiamato CPR, ci sentiamo in dovere di prendere una posizione chiara. Ed è per queste motivazioni che abbiamo deciso di occupare la nostra scuola, perché noi crediamo in una scuola inclusiva, uno spazio sicuro culturalmente ma anche fisicamente, ciò significa garantire un ambiente privo di discriminazioni, fondato sul rispetto reciproco, significa assicurare strutture a norma, spazi controllati e tutelati. Ma più di ogni cosa, noi studenti del collettivo Pansini ci stiamo opponendo alla costruzione del CPR di Castel Volturno, all’intero piano della costruzione di un CPR per regione. La violenza e l’intolleranza non è minimamente compatibile con una società democratica, interessata al valore delle vite umane e alla dignità di queste”.

Dunque, da una parte gli studenti che si schierano su alcuni dei punti al centro della discussione politica ed economica in Italia, dall’altra chi ridimensiona l’azione degli studenti come un docente del liceo Sannazaro: “l’iniziativa è venuta da un gruppo di 20 ragazzi, anche in conflitto tra di loro. Non avevano messo al corrente nessuno, sono ragazzi inseriti in un flusso generale di cui vogliono sentirsi inseriti senza averne alcuna consapevolezza. Sono ragazzi non preparati, c’è una regia esterna che vuole la loro mobilitazione, sollecitando un protagonismo vanesio, senza sostanza, spesso privo della conoscenza”. La denuncia del docente del Sannazaro continua: “E’ un discorso che riguarda tutti gli istituti napoletani ma italiani in generale. C’è un conformismo di massa di cui devono sentirsi, parte, basta leggere le piattaforme che piazzano su Instagram per comprendere che i loro programmi somigliano a quelli dei partiti. E’ solo demagogia”.

di Nicola Sellitti

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