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SàFF: identità, comunità e innovazione. A Napoli il festival del cinema sociale
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Raccontare il cambiamento sociale attraverso il linguaggio del cinema. Dal 5 al 10 ottobre 2026 il Complesso Monumentale di Donnaregina ospita la terza edizione del SàFF – Social Action Film Festival, primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore, che con questa nuova sede candida Napoli a capitale europea del cinema sociale. Nato nel 2024 nel Rione Sanità dall’esperienza di Apogeo ETS, il SàFF è cresciuto anno dopo anno restando fedele alla propria missione originaria: mettere il cinema al servizio delle comunità e delle organizzazioni che ogni giorno lavorano nel sociale. Il passaggio a Donnaregina, spiega il festival, «rappresenta l’evoluzione naturale delle origini del festival». Il Complesso fa parte del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, gestito dalla Fondazione Napoli C’entro con il supporto della Cooperativa La Sorte, realtà nate proprio dall’esperienza dei giovani protagonisti della rigenerazione della Sanità.
Sotto la direzione artistica di Andrea De Rosa, sei giornate e oltre 60 eventi a ingresso gratuito si sviluppano intorno a sei parole chiave — Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore, Felicità — distribuite in quattro sezioni: Cinema, Masterclass, Meeting ed Eventi. Non semplice programmazione artistica, ma un dispositivo pensato per mettere in dialogo mondi diversi: istituzioni, industria audiovisiva, università, imprese e oltre cento organizzazioni del Terzo Settore, tra cui Save the Children, ActionAid, Emergency, Oxfam e Azione Contro la Fame. Il cuore pulsante del festival per chi lavora nel sociale è probabilmente la Sezione Meeting, che attraverso gli open table di Terzo Spazio Con il Sud — a cura di Fondazione con il Sud, con oltre 40 operatori del sociale e professionisti dell’audiovisivo — affronta temi concreti: dai percorsi formativi per i giovani NEET all’agricoltura sociale come ecosistema di cura, dal reinserimento sociale nei luoghi dell’esclusione al lavoro delle donne come strumento di autodeterminazione. Ad affiancare gli open table, i panel Stories From the City, Stories From the Sea, dedicati al Mediterraneo, e una serie di workshop laboratoriali aperti a operatori, studenti e cittadini.
Anche la Sezione Masterclass guarda al sociale con le Masterclass Social Economy, curate da UniCredit e AICCON Research Center e rivolte a enti del Terzo Settore, università e professionisti: si parlerà di democrazia economica, di lavoro e impresa sociale negli istituti penitenziari, di economia sociale come motore occupazionale, in un percorso quotidiano che accompagna le masterclass dedicate all’industria audiovisiva curate da Audiovisual Napoli Hub con gli executive di Netflix, Prime Video & Amazon MGM Studios, SKY e HBO Max.

Tra gli appuntamenti più attesi, Palestina Animada, rassegna di cinema d’animazione del collettivo di registe palestinesi realizzata in collaborazione con COMICON, con la partecipazione della regista Dana Durr: la proiezione sarà seguita da un workshop del gruppo Tatreez Napoli, dedicato al ricamo tradizionale palestinese a punto croce, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale nel 2021. Il 6 ottobre il festival ospiterà inoltre «Pellegrini di pace: il Mediterraneo e i suoi fronti di guerra», presentazione del premio per la pace promosso dall’Arcidiocesi di Napoli.
Il programma Cinema propone, accanto al Concorso Internazionale per documentari, cortometraggi e film d’animazione, un Cinema di Comunità con proiezioni gratuite e incontri con registi e cast, e una Cinema Week dedicata alle scuole del territorio. Tra i titoli in programma, documentari e opere che intrecciano cinema e impegno civile: da Duecento anni di storia, a cura di Reale Foundation e Cottolengo, a Giochi di tutti, di Simone Esposito, dedicato a sport e accessibilità, fino a Fuocoammare di Gianfranco Rosi e L’ordine delle cose di Andrea Segre. Il festival renderà inoltre omaggio al fotografo napoletano Mimmo Jodice, scomparso un anno fa, con la proiezione di «Oltre il confine: le immagini di Mimmo e Francesco Jodice» di Matteo Parisini, alla presenza dei figli del fotografo.
«Fin dalla nascita — spiega il Direttore Andrea De Rosa — il Festival racconta il Terzo Settore come motore di un’economia generativa attraverso la potenza delle immagini e le narrazioni di rigenerazione dei suoi protagonisti, che attraversano il Mediterraneo, simbolo di ogni Sud del mondo, di cui Napoli è la capitale naturale. La nostra ambizione è affermare il SàFF come il principale film festival europeo dedicato al sociale, un luogo in cui le organizzazioni del Terzo Settore sono protagoniste della progettazione culturale».

Sulla stessa linea Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione con il Sud, principale sostenitore del festival: «Il cinema ha la capacità di dare voce alle persone e alle comunità, di costruire una narrazione autentica dei territori e di generare confronto, consapevolezza e partecipazione. È per questo che consideriamo il SàFF un’iniziativa necessaria, capace di mettere in dialogo il mondo dell’audiovisivo e quello del Terzo Settore, facendo incontrare competenze, linguaggi e sensibilità diverse. Il cinema qui non è soltanto prodotto culturale, è anche strumento che racconta il cambiamento e insieme contribuisce a produrlo».
Con il claim «Il cinema è comunità», il SàFF è promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione di Comunità San Gennaro e Fondazione Napoli C’entro, in collaborazione con Premio Pellegrini di Pace, MUDD – Museo Diocesano Diffuso, Cooperativa La Sorte, Arcidiocesi di Napoli e Audiovisual Napoli Hub, con il sostegno di Fondazione Con il Sud, Reale Foundation, Altra Napoli EF, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione MUTO, UniCredit e Kimbo.






