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GIOVANI, TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA BIODIVERSITÀ: LA NUOVA INFRASTRUTTURA SOCIALE DELLA CAMPANIA L’EDITORIALE
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di Fiorella Zabatta (assessora regionale alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali)
La tutela della biodiversità, la tutela degli animali, la protezione civile, le politiche di riforestazione e il rafforzamento della partecipazione delle giovani generazioni sono parti di un’unica visione di sviluppo sostenibile, sicurezza dei territori e giustizia sociale. Come Regione Campania, questa consapevolezza sta orientando la costruzione di politiche pubbliche sempre più integrate, capaci di tenere insieme prevenzione dei rischi, cura del territorio, benessere degli animali e cittadinanza attiva, mettendo al centro il rapporto tra ecosistemi, comunità e responsabilità collettiva. Di qui la composizione articolata delle deleghe che il presidente della regione roberto fico ha voluto attribuirmi.
In questo quadro, la Protezione civile non rappresenta soltanto la risposta alle emergenze, ma un ambito strategico di prevenzione, valutazione del rischio, conoscenza dei territori e costruzione di consapevolezza dei rischi derivanti da fenomeni naturali. La riforestazione, la tutela della biodiversità e la protezione del mondo animale sono parte integrante di questa strategia, perché contribuiscono alla riduzione dei rischi, alla stabilità dei suoli, alla salvaguardia degli ecosistemi e alla resilienza delle comunità.
Per questo motivo, l’investimento nelle scuole con campagne di educazione diventa uno strumento fondamentale: formare cittadini consapevoli significa costruire una cultura della tutela che è insieme territoriale, sociale e civile. È in questa direzione che stiamo lavorando per rafforzare il legame tra conoscenza dei territori, tutela della biodiversità, rispetto per gli animali, prevenzione dei rischi e responsabilità collettiva.
Allo stesso tempo, la sfida della sostenibilità e della sicurezza dei territori non può essere affrontata senza rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni. In campania, i dati su occupazione giovanile, partecipazione civica e fenomeno neet raccontano una fragilità che non è solo economica, ma anche democratica e sociale. È da qui che nasce la necessità di politiche pubbliche capaci di trasformare i giovani da destinatari di interventi a veri protagonisti del cambiamento, in una regione che ha bisogno di ricostruire fiducia, appartenenza e legami sociali.
In questa prospettiva, è necessario lavorare per dare vita a un’infrastruttura stabile di partecipazione giovanile, fondata sul volontariato anche di protezione civile come palestra concreta di democrazia. Un modello che punta a prevenire la disaffezione civica, rafforzare il capitale sociale e generare fiducia nelle istituzioni, attraverso esperienze strutturate di cittadinanza attiva e partecipazione collettiva, anche in stretta connessione con le politiche di protezione civile, di tutela della biodiversità, di riforestazione, di tutela degli animali e di cura del territorio.
L’idea potrebbe essere quella di un sistema integrato che unisca territori, percorsi e riconoscimento delle competenze: da un lato nodi territoriali capaci di orientare e accompagnare i giovani verso esperienze di impegno civico; dall’altro un catalogo di esperienze di volontariato realmente formative, riconoscibili e certificabili; infine, strumenti di valorizzazione delle competenze di cittadinanza, in coerenza con i quadri normativi nazionali ed europei e con le strategie regionali sulla partecipazione giovanile.
Questa visione parte da un principio semplice ma potente: la partecipazione non è solo un diritto, ma una pratica che si apprende. Il volontariato organizzato produce competenze personali, sociali e civiche, rafforza l’autostima, costruisce appartenenza e genera quei “beni relazionali” che sono la base della coesione sociale, soprattutto nei contesti più fragili dal punto di vista sociale, territoriale e ambientale.
Il ruolo del terzo settore, delle associazioni e delle reti territoriali diventa quindi essenziale. Non come soggetti sostitutivi dell’azione pubblica, ma come partner nella costruzione di una amministrazione condivisa, capace di ascoltare, co-programmare e co-progettare. In questo senso, la partecipazione giovanile rappresenta anche uno strumento di prevenzione delle disuguaglianze territoriali e sociali, contribuendo nel medio periodo allo sviluppo economico e umano dei territori, rafforzando la capacità delle comunità di affrontare le sfide ambientali, climatiche e di sicurezza.
Rispetto per la vita nelle sue molteplici espressioni, della biodiversità, tutela degli animali, protezione civile, riforestazione, partecipazione, educazione e volontariato sono quindi tasselli di una stessa strategia: rafforzare i territori e la partecipazione democratica. Investire nei giovani significa investire nella capacità della nostra regione di affrontare le sfide dei prossimi decenni, con una visione integrata che unisce tutela della biodiversità, prevenzione dei rischi, benessere animale, coesione sociale e responsabilità istituzionale.
Puntiamo a far diventare la Campania un laboratorio in cui tutela della biodiversità, protezione dei territori, rispetto per gli animali e cittadinanza attiva procedono insieme, costruendo comunità più consapevoli, inclusive e resilienti, trasformando la partecipazione in una vera infrastruttura di sviluppo, sicurezza e tutela del territorio.





