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La lettura come educazione emotiva: il Festival dell’Istituto Rodinò
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Un progetto che punta a valorizzare l’importanza della lettura per la crescita e l’educazione sentimentale dei più piccoli. Questo è lo spirito che anima il Festival della Cultura e della lettura dell’istituto comprensivo “Giulio Rodinò” di Ercolano. La scuola del comune vesuviano, grazie anche alla sensibilità di un personale docente molto attento alla tematica, cura internamente una biblioteca scolastica, “ripensata come spazio quotidiano di incontro con i libri e con le storie”. «L’ambiente – spiegano i promotori – è stato valorizzato anche attraverso l’installazione di pannelli fonoassorbenti, per favorire il silenzio, la concentrazione e l’educazione all’ascolto. In questo contesto si svolgono letture individuali e collettive, momenti di ascolto guidato, attività espressive e riflessioni emotive».
In un tempo in cui grandi e piccini vengono completamente assorbiti dai cellulari, con tutte le conseguenze negative del caso, qui all’istituto Rodinò si valorizza la lettura non solo come competenza scolastica, ma “come momento condiviso e occasione di sviluppo dell’empatia, dell’attenzione e della capacità di mettersi nei panni dell’altro”.
Nel corso dell’anno scolastico, la scuola ha partecipato a iniziative nazionali di promozione della lettura, tra cui #ioleggoperché, e ha realizzato eventi culturali presso il MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, rafforzando il legame tra scuola, territorio e patrimonio culturale. Saliente, in questo percorso, è stata la scrittura collettiva di un libro, realizzato con il contributo di tutti gli studenti dell’istituto, dall’infanzia alla secondaria di primo grado. Il volume, intitolato “La scuola che vorrei”, raccoglie pensieri, testi e riflessioni dei ragazzi e rappresenta un dono simbolico alla comunità.
In questo senso, la prima edizione del Festival della Cultura e della lettura è il frutto di questo lavoro. L’iniziativa si svilupperà con una serie di incontri con autori e protagonisti del mondo culturale, che vanno da gennaio a maggio 2026. Anche la musica assume un ruolo centrale e complementare alla parola scritta. Gli eventi del festival, infatti, sono accompagnati dal coro scolastico “Anema e Coro”, che contribuisce a creare un linguaggio espressivo condiviso, in cui suono, ritmo ed emozione amplificano il significato delle storie e delle parole.
L’evento inaugurale è previsto per il giorno 28 gennaio dalle 8.30 alle 12.30, quando la scuola (sita in Via 4 Novembre 43, Ercolano) ospiterà il paroliere noto a livello nazionale Carmine Spera, con la partecipazione delle famiglie e del coro scolastico. Spera è autore e musicista, ha scritto numerose canzoni per lo Zecchino d’Oro, tra cui “L’anisello Nunù”, dedicato al tema della dislessia. Un esempio di musica per l’infanzia capace di trasmettere messaggi di inclusione, rispetto delle differenze e attenzione verso i più fragili, e al contempo favorire lo sviluppo dell’empatia e della consapevolezza emotiva fin dalla prima infanzia.
Il ciclo di appuntamenti si conclude nel Maggio dei Libri, celebrando la lettura come bene comune e la musica come linguaggio universale, capaci insieme di costruire empatia, appartenenza e senso di comunità.
Maggiori informazioni al numero 0817390084 o sulle pagine Social della scuola.
di Maria Nocerino






