Recovery Plan, “patto” tra Governo e parti sociali per un Paese più coeso L’EDITORIALE

Abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro in un anno a causa delle conseguenze della pandemia. Una situazione davvero grave sul piano economico e sociale che non ha risparmiato nessuna area del paese, dal nord al centro fino alle aree già fortemente depresse ed impoverite del Sud, colpendo soprattutto le fasce più deboli come le donne ed i giovani. E ciò che rende la circostanza ancora più drammatica è che la gran parte di chi ha perso il lavoro è finito tra gli inattivi, anziché mettersi a cercare una nuova occupazione. C’è un senso di frustrazione e di sfiducia collettiva che vanno arginati con provvedimenti di alto profilo. Dobbiamo ripartire dal lavoro, se vogliamo ricostruire il nostro paese su basi nuove di equità, eguaglianza, nuove opportunità per tutti. Senza lavoro non c’e’ sviluppo, inclusione sociale, progresso, liberta’. Il lavoro dignitoso e stabile è lo strumento per affermare i veri diritti di cittadinanza. Questo vale soprattutto per i più deboli, per le persone con disabilità, per i migranti, per il nostro Mezzogiorno, il cui livello di poverta’ ed il divario sociale, economico ed infrastrutturale con il resto del paese sono cresciuti ulteriormente in questo ultimo anno.  Ecco perchè il sindacato ha rinnovato la richiesta al Governo Draghi di prorogare il blocco dei licenziamenti sino a quando l’emergenza sanitaria non sarà finita, prolungando in parallelo, la cassa integrazione ed estendendo le indennità covid a tutte le categorie escluse. Non è possibile, a fronte di tale scenario, pensare di lasciare le persone senza una rete di sicurezza almeno fino a quando non sarà terminata la campagna vaccinale. Ma nello stesso tempo serve un piano straordinario sulla formazione dei lavoratori per aiutare le imprese a consolidare e rinnovare le professionalità interne. Bisogna assicurare l’assegno di ricollocazione ai lavoratori dal primo giorno di disoccupazione, allungando la durata della Naspi per i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro nel corso del 2021. Sono misure urgenti da mettere in campo immediatamente. Dobbiamo far tesoro del clima positivo di collaborazione che ha dato i suoi positivi frutti con il patto sull’innovazione della Pubblica Amministrazione e con la firma dei protocolli sulla sicurezza ed il piano vaccinazione. Occorre un grande “patto” tra il Governo e le parti sociali sull’utilizzo efficace dei fondi del Recovery Plan, sapendo che le tutele dai licenziamenti, i sostegni al reddito, la creazione di nuovi posti di lavoro, il rilancio degli investimenti pubblici e privati sono oggi le quattro priorità che devono camminare insieme. Dobbiamo fissare e condividere gli obiettivi da raggiungere e soprattutto verificare l’attuazione della programmazione, i tempi, le ricadute economiche, sociali ed occupazionali, le garanzie di trasparenza, legalità e sicurezza dei lavoratori, come ci indica la stessa Unione Europea.

La Cisl è pronta a questa nuova stagione di concertazione, mettendo al centro responsabilità, innovazione, partecipazione.

Luigi Sbarra – Segretario Generale Cisl

(dal numero di maggio di Comunicare il Sociale)