I-Respect.org, a Casoria nasce l’associazione per il rispetto della comunicazione on line

Di questi tempi pandemici, in cui la costrizione tra le quattro mura domestiche ha drammaticamente acuito l’utilizzo distorto e irresponsabile degli strumenti di comunicazione on line, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, la nascita dell’Associazione di Promozione Sociale “I-Respect.org” sul territorio di Casoria deve essere salutata positivamente.

«L’associazione – spiega la Presidente, avvocato Olga Spena – nasce dal progetto legale Stopdiffamazione.it, creato da me e dall’avvocato Fabio Cristarelli, finalizzato alla tutela delle vittime dei reati perpetrati sul web come la diffamazione, il cyberbullismo, l’hate speech il revenge porn. L’esperienza maturata sul campo ci ha fatto comprendere che il vero problema è la mancanza di consapevolezza da parte degli internauti, molto spesso ignari o superficiali riguardo agli effetti delle proprie azioni, non di rado classificabili come veri e propri reati».

«Nel corso di questi anni – continua la Presidente – siamo entrati in contatto con diverse figure professionali che operano nel settore ed abbiamo immaginato di unire le nostre diverse competenze per far nascere un’associazione che affrontasse il problema della comunicazione social a 360 gradi».

Non a caso “IRespect.org” è composta da diversi professionisti, come avvocati, psicologi, esperti di comunicazione e web marketing, perché la sua mission è proprio quella di fornire una maggiore consapevolezza nell’uso del web da parte degli utenti fornendo loro non solo gli strumenti tecnici, ma anche i supporti legali e psicologici per poter comprendere l’enorme potenzialità, ed i conseguenti rischi, della comunicazione social.

Infatti il punto di forza di I-Respetc.org è quello di non demonizzare tour-court i social media che – sottolinea l’avvocato Spena – «sono stati uno strumento fondamentale per superare l’isolamento forzato provocato dalla pandemia, fornendo un mezzo di comunicazione e di conforto ai ragazzi». Il tema cogente è che proprio le problematiche, soprattutto psicologiche, provocate dalla pandemia nei giovani e giovanissimi (depressione, smarrimento, ansia, rabbia) hanno trovato nei canali social il loro principale luogo di sfogo determinando una degenerazione del linguaggio se non una vera propria violenza.

«Abbiamo toccato con mano l’incremento del fenomeno del cyberbullismo – evidenziano i volontari dell’Associazione –  e più in generale di tutte le forme di diffamazione. Sono tanti i genitori che ci hanno contattato in questo periodo per segnalarci tali fenomeni chiedendoci consiglio sul come porvi rimedio».

«Ma un dato che desta davvero tanta preoccupazione e che ha subìto una vera e propria recrudescenza – proseguono i volontari – è costituito dallo scambio di immagini intime da parte di giovani e giovanissimi i quali, per noia e per leggerezza, si sono esposti al rischio di una loro diffusione incontrollata e virale le cui conseguenze, come purtroppo la recente cronaca ci insegna, recano danni psicologici molto profondi.

Per questo motivo non c’è tempo da perdere. I professionisti di “I-Respect.org” sono già a lavoro: «Il nostro intento – chiosa Olga Spena – è contrastare l’odio, la discriminazione e, più in generale, tutte le forme di abuso e violenza di genere, così siamo in procinto di organizzare campagne di sensibilizzazione, convegni, progetti scolastici ed eventi con Enti pubblici e privati, anche in collaborazione con altre associazione di rilievo nazionale che operano nel settore».

Perché – come diceva lo scrittore Carlo Levi a metà degli anni ’50 – le parole sono pietre. Ancor di più oggi quando viaggiano sul web.

di Ornella Esposito