APERTURA CENTRO VACCINALE CAPODICHINO, DE LUCA «E’ l’hub più grande del Mezzogiorno»

Un gigantesco hub vaccinale dove intensificare il numero giornaliero di vaccinazioni delle tre Asl della Campania: la Napoli 1 Centro, la Napoli 2 Nord e la 3 Sud. È quello attivo da ieri nell’hangar Atitech dell’aeroporto di Capodichino, inaugurato alla presenza del governatore Vincenzo De Luca e dai vertici delle tre Aziende sanitarie locali. Composto da 32 box, 14 postazioni, ampi spazi per la compilazione dei moduli pre vaccinali e un grande parcheggio esterno, per le prime giornate sarà messo a disposizione dei cittadini rientranti nella competenza dell’Asl Napoli 1 Centro, per poi essere cominciare anche ai residenti delle altre due Asl, Napoli Nord e Sud. Domenica, nella giornata inaugurale, sono stati convocati 3500 persone della fascia d’età 50-59, compreso il primo cittadino Luigi de Magistris arrivato in mattinata. Tutte i chiamati hanno ricevuto il siero Pfizer. Atitech ha concesso gratuitamente gli spazi alla Regione Campania e sarà attivo fin quando servirà. 

Le parole del Governatore De Luca -Parlando i giornalisti il presidente della giunta regionale ha fissato l’obiettivo per la città di Napoli: «Immunizzazione entro luglio.  Per immunizzare entro luglio Napoli ci vogliono le fiale e De Luca lo rimarca. «Aspettiamo i vaccini. Ad oggi mancano alla Campania 200.000 dosi. Ci muoviamo in un contesto di difficoltà. Entro la prossima settimana – l’aggiunta del presidente – completiamo l’immunizzazione del personale alberghiero e abitanti delle isole. L’obiettivo è di vaccinare il comparto turistico alberghiero che richiede decisioni oggi, a maggio, altrimenti regaliamo un milione di turisti a Spagna, Grecia, Croazia».

La vaccinazione del sindaco -Attorno alle 11.30, è il turno del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «È arrivato il mio turno e mi sono appena vaccinato. L’appello a tutti di vaccinarsi. È importante, doveroso per gli altri e per sé stessi. Bisogna accelerare, il Paese deve accelerare, l’unica strada è il vaccino».

I dirigenti delle Asl e Gianni Letteri – Il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva ricorda: «Abbiamo fatto un esperimento al Museo Madre per un hub dedicato ai cittadini del territorio. Non è andato bene perché avevamo pochi numeri ed era difficile arrivarci visti gli spazi stretti delle strade. Quindi abbiamo preso una decisione diversa mettendo due grandi centri vaccinali all’estremità della città Capodichino e Mostra d’Oltremare». Il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord si concentra sull’obiettivo delle isole Covid Free di Procida e Ischia. «A Procida abbiamo vaccinato più di 4000 persone, altre 3500 erano già state vaccinate rientrando nelle fasce over 80, disabili e fragili Procida è Covid free e oggi (ieri ndr.) concluderemo. L’ultimo a vaccinarsi sarà il sindaco». Domani si inizia con Ischia dove, aggiunge D’Amore, «sono state fatte già 10000 vaccinazioni, vogliamo arrivare presto al Covid Free anche lì». A Capodichino, per quanto riguarda l’Asl Napoli 2 Nord, dove sono attivi 20 punti vaccinali attualmente andranno prioritariamente i cittadini residenti nel vicino comune di Casoria. E poi c’è la Napoli 3 Sud. Il direttore sanitario Gaetano D’Onofrio ricorda l’apertura di «30 punti vaccinali e 68 postazioni. Attualmente inoculiamo 7000 vaccinazioni al giorno. Vogliamo somministrare almeno una dose all’80% della popolazione entro la fine di luglio». «È un modo per dimostrare vicinanza alla città in un momento difficile, un atto d’amore verso Napoli – le parole del presidente Atitech Lettieri-  Ringrazio la Regione, il direttore Ciro Verdoliva e la sua struttura, le Asl per aver allestito in tempi record tutto quanto necessario sul piano logistico per procedere con la somministrazione dei vaccini»

Le testimonianze -Contenti i cittadini a cui viene somministrato il vaccino nella giornata inaugurale. La prima è «Ho aperto io le danze – scherza – Devo dire che la struttura è bellissima sarà un orgoglio per tutto il Mezzogiorno perché è all’avanguardia». Il pensiero di vedersi somministrato il Pfizer, l’ha tranquillizzata. «Ammetto di essermi fatta condizionare da tutte le voci e gli articoli su Astrazeneca. Se fosse stato disponibile quello, mi sarei comunque vaccinata perché è il modo migliore per uscire da questa storia». «Io abito al Parco San Paolo, la Mostra ce l’ho proprio sotto casa. Ma per me non è stato un problema venire qui, mi sono fatto una passeggiata anche se capisco che forse non sarà per tutti quelli di Fuorigrotta venire agevolmente qui» commenta Francesco Amato, residente a Fuorigrotta che di casi di Covid in famiglia ne ha avuti. «Durante la prima ondata ce l’ha avuto mia moglie, che lavora in ospedale. Lei, e quindi anche io e nostro figlio, è stata in isolamento per ben 64 giorni perché all’epoca ci voleva il doppio tampone negativo per capire di essere guariti. Mia moglie ha avuto qualche sintomo di febbre la prima settimana, poi più nulla. Fortunatamente è passato e ora ci siamo vaccinati in famiglia». Nel 2020, nella fase iniziale della pandemia, non sarebbe stata subito chiara la portata della pandemia. Non per Francesco Amato, però. «Mia moglie, essendo del settore, aveva invece intuito cosa sarebbe accaduto. Abbiamo subito fatto una profilassi a casa, addirittura da quando c’erano stati i primi casi in Lombardia».

di Antonio Sabbatino