Furto nella sede di “Figli in famiglia”: in poche ore raccolti 6mila euro di donazioni

Nella notte tra venerdì e sabato scorso qualcuno si è introdotto nella sede dell’associazione “Figli in famiglia Onlus” di San Giovanni a Teduccio portando via il contenuto di pacchi alimentari destinati a 243 famiglie bisognose del quartiere. Latte per neonati, biscotti, omogeneizzati, pannolini: il contenuto di quelle ‘spese solidali’ è stato depredato e si è volatilizzato lasciando l’intero quartiere nello sconforto. Ad essere stata colpita è stata infatti un’associazione che sul territorio fa davvero del bene, che opera da anni per aiutare chi non arriva a fine mese e per allontanare i più piccoli dalla strada.

Il furto alla Onlus è un gesto inaccettabile, un pugno nello stomaco se si pensa che il ‘bottino’ sarebbe finito nelle case di persone meno fortunate. Eppure, nonostante il cinismo di chi ha colpito nottetempo, chi dà linfa quotidiana all’associazione grazie alla sua quotidiana opera di volontariato non ha avuto tempo e voglia di esibirsi in proclami di condanna. Anzi. E’ così che il furto nella sede di “Figli in famiglia” si è sta trasformato e si sta trasformando tuttora in una grande campagna di riscatto e risposta al gesto sconsiderato di uno o più malviventi.

In poche ore dall’appello lanciato dalla presidente Carmela Manco sono stati raccolti attraverso la piattaforma di crowdfunding buonacausa.org quasi seimila euro, frutto delle donazioni di persone colpite e amareggiate dalla vicenda. Dieci, cento, duecento euro sono finiti nel salvadanaio solidale online che punta all’obiettivo di diecimila euro in un mese, somma che consentirà alla Onlus di triplicare le ‘spese solidali’ per i nuclei familiari svantaggiati di San Giovanni a Teduccio.

Fabrizio De Andrè cantava che «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono fiori» e la storia di “Figli in Famiglia Onlus” sembra la dimostrazione più lampante. Già poche ore dopo il furto, la presidente Manco aveva scritto una lettera aperta a chi li aveva derubati: « Preghiamo per te – si legge  – affinché qualora ne avessi bisogno, tu venga dalla porta d’ingresso e noi possiamo dirti finalmente: benvenuto fratello, questa è anche casa tua». Carmela Manco ha poi ribadito il suo appello: «La nostra associazione è una famiglia allargata che si occupa delle tante problematiche che attanagliano le famiglie di quartieri periferici e abbandonati – dice – Seguiamo bambini da zero a due anni e proponiamo una serie di attività destinate alle famiglie. Tra queste, la distribuzione quindicinale di 243 spese».

Rispetto al furto subito nella sede «abbiamo pensato che si tratta di una persona che ha fame, non di cibo ma di altro, che ha un vuoto da colmare. Ma i vuoti si colmano, per questo chiediamo a chi lo ha fatto di venire da noi per essere aiutato».

Poi la richiesta, perché stavolta dall’altra parte della barricata del bisogno c’è proprio la Onlus: «Abbiamo bisogno di quanto ci consente di aiutare 243 famiglie. Sarebbe bello anzi assisterne il doppio o il triplo – afferma Carmela Manco – Per questo mi permetto di chiedere un sostegno per dare sostegno con alimenti, indumenti, libri, computer. Tutto quanto può aiutarci ad aiutare. Busso alle porte di ciascuno di voi e chiedo di dare».

di Bianca Bianco