Da Less raccolta fondi per Apeiron dopo il furto nel bene confiscato

Una raccolta fondi per coprire le spese necessarie a ricomprare un generatore elettrico da 70.000 euro, rubato lo scorso 1 aprile da balordi dal bene confiscato 100 Moggi di Pignataro Maggiore e gestito tramite assegnazione alla cooperativa sociale Apeiron. A promuoverla Less cooperativa Sociale ar.l. Ets che dimostra vicinanza concreta a un’altra realtà campana, in questo caso del casertano, finita nel mirino di chi non ha alcun rispetto del percorso di riconversione di un luogo un tempo appartenuto alla camorra ma ora divenuto uno dei simboli dello sviluppo legale e comunitario del territorio. I ladri hanno danneggiato il cancello d’ingresso del bene confiscato e rubato oltre al generatore anche derrate alimentari dalla cucina. È possibile fare una donazione sia dall’Italia che dall’estero su queste coordinate: Banca Etica Iban IT 37 Q 05018 03400 000011553963 intestato a LESS COOP. SOCIALE ARL ETS. Giulia Riccio direttore di LESS Cooperativa Sociale, presentando l’iniziativa a sostegno di Apeiron e di 100 Moggi spiega: «Con questo furto si vuole spegnere un percorso sociale virtuoso che può generare lavoro e sviluppo sostenibile nel territorio. Un modello che va difeso dai tentativi di sopraffazione e di speculazione economica delle mafie e del crimine. Un attacco criminale che cerca di fermare la crescita di un progetto finalizzato allo sviluppo del territorio e alla promozione della cultura della legalità. 100 Moggi é il progetto di economia sociale comunitaria, su cui intendiamo investire risorse ed energie nei prossimi mesi, a sostegno di Apeiron e della comunità di Pignataro e della provincia di Caserta». A queste parole si aggiungono quelle di Daniela Fiore, presidente di Less. «Il lavoro della cooperativa Apeiron nel bene confiscato 100 Moggi è un percorso sociale virtuoso che può generare lavoro e sviluppo sostenibile nel territorio. Un modello che va difeso dai tentativi di sopraffazione e di speculazione economica delle mafie e del crimine, tra loro strettamente collegati.  Ci aspettiamo – dice ancora Daniela Fiore – una posizione chiara di condanna di quanto accaduto, da parte delle istituzioni, ci aspettiamo un concreto sostegno». C’è amarezza ma anche voglia di non arrendersi nella cooperativa Apeiron che commenta così l’azione criminale, non la prima al dire il vero. «È il quarto furto che subiamo in due anni – affermano dalla cooperativa ricordando cosa sia stato sottratto in quest’occasione – Hanno rubato di tutto di più nella nostra cucina sociale che serve cibi freschi e a km0. Un danno incredibile, soprattutto in questo periodo di forte crisi economica, che si aggiunge al clima difficile in cui sta lavorando la cooperativa: si susseguono le lettere anonime e attacchi mezzo stampa». Nonostante i tentativi di chi «scoraggiare il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra» da Apeiron sono decisi ad andare avanti nella gestione del bene di Pignataro Maggiore. «La nostra cooperativa, i suoi soci-lavoratori, ogni giorno danno il massimo per dimostrare che anche in questa terra martoriata si può fare, si può fare impresa sociale e si può fare sviluppo per il nostro territorio. In questi mesi stiamo lavorando incessantemente per rigenerare completamente 100 Moggi e trasformarlo in un hub agricolo di rilevanza nazionale. La rabbia e lo sconforto prevalgono in questi momenti, ma sapremo trasformarla in voglia di continuare a cambiare».

di Antonio Sabbatino