Volontariato e prossimità: a Pomigliano parrocchie protagoniste

Diventare ‘volontari di prossimità’ per aiutare concretamente la propria comunità in un periodo storico che sta mettendo in ginocchio tante famiglie e lavoratori. Il progetto ‘Volontariato di prossimità’ è stato ideato e avviato dalla Parrocchia ‘Maria SS del Rosario’ di Pomigliano D’Arco al fine di aiutare chi sta soffrendo per le conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria e «generare solidarietà» mettendo in pratica la parola del Vangelo. Nel progetto è coinvolto il singolo, come principale artefice del gesto solidale, ma anche la comunità nei suoi diversi livelli: dal palazzo al condominio, dal quartiere alla città.

Due le parole chiave del progetto: volontariato e prossimità. «Il volontariato – spiega il parroco don Aniello Tortora- è sempre stato una caratteristica della nostra città e della nostra parrocchia. Dobbiamo riprenderlo, per questo abbiamo bisogno di volontari che dedichino tempo, con speranza e gratuità,  ai bisogni degli altri. Bisogni che erano tanti già prima e che  ora sono molti di più perché la  pandemia ha fatto venire fuori situazioni di sfruttamento, lavoro nero, solitudine».

«Seconda parola chiave è la prossimità, dal latino proximus, colui che è più vicino. La comunità – continua don Aniello –  non può lasciare nessuno indietro. Bisogna guardare ai bisogni dei più vicini, tornando alla logica del cortile di quando eravamo bambini. Ora le logiche e l’urbanistica sono cambiate, ma deve essere la stessa la logica dell’amore. Non restiamo indifferenti, creiamo insieme la civiltà dell’amore»

Lanciato nella quarta settimana di Quaresima, dedicata alla carità, il progetto consta di tre fasi. La prima è quella della raccolta di disponibilità tra fedeli e cittadini. La seconda fase sarà quella della formazione online degli aspiranti volontari. La terza quella dell’ascolto dei bisogni reali delle persone, siano essi materiali che sociali. Dalla spesa alla compagnia agli anziani soli, dal pranzo caldo al supporto psicologico per i più fragili. In questo modo, secondo le intenzioni del progetto, nasceranno diversi servizi di prossimità che vadano dalla ricerca di badanti per gli anziani all’allestimento di asili nido; dall’accompagnamento dei bambini a scuola all’insegnamento della lingua italiana agli stranieri; dalla creazione di spazi attrezzati per il gioco ai servizi comuni di lavanderia e stireria.

Un intero mondo di aiuti per i bisogni pratici e psicologici, che non tralasci alcuna fascia di popolazione e soprattutto nasca dal semplice, eppure oggi così difficile, sguardo rivolto verso chi ci è più vicino, il suo mondo, le sue esigenze e sofferenze. Un invito a guardarsi intorno e rendersi parte attiva della solidarietà, nel segno del messaggio di Madre Teresa: «Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno».

di Bianca Bianco