«Leggete. Usata parole gentili. Fate domande»: la filosofia di “Mio nonno è Michelangelo”

 «Perché mio Nonno è Michelangelo?  Perché Michelangelo era il nome di mio padre, che non ha fatto in tempo a conoscere né i miei figli né quelli di mio fratello. Un omaggio a lui. In questo modo ho la sensazione che tutti i miei piccoli visitatori siano suoi nipoti”. E’ così che inizia la chiacchierata con Mariacarmela Polisi, proprietaria della libreria “Mio Nonno è Michelangelo”, a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.

Era il 2016, quando, Mariacarmela, archeologa di professione, ha intrapreso la carriera di libraia.

“Quando ho deciso di fare la mamma, ho capito che non potevo più fare la libera professione. Allora, ho cominciato nuovamente a studiare ed ho aperto questa attività”.

La libreria, sarebbe potuta sorgere ovunque, ma Mariacarmela, originaria di Piazzolla di Nola, ha scelto la cittadina alle falde del Vesuvio per un motivo ben preciso.

“Mio padre era un operaio dell’ Alfasud. Come famiglia, Pomigliano d’Arco, ci ha dato tanto. E’ stato grazie al lavoro di mio padre se io e mio fratello abbiamo potuto studiare. Aprire qui, per me, è stato un atto quasi dovuto. Mi sono sentita in dovere di restituire quanto ricevuto dal paese e dai suoi abitanti”.

Non una semplice libreria, ma un polo culturale. Tra gli scaffali, non titoli rinvenibili tramite la grossa distribuzione, ma una letteratura di alta qualità, adatta a tutti, ma pensata ad hoc per bambini e ragazzi dai 0 ai 14 anni. Nonostante il periodo “particolare”, lo spirito d’iniziativa di Mariacarmela non va in vacanza e tante sono le attività per grandi e piccini, che quotidianamente la impegnano dentro e fuori sede. Appuntamenti on line, in libreria o mediante l’omonima radio perché “la cultura è un momento d’unione”, precisa la Polisi.

“Dallo scorso marzo ad oggi, ho consegnato circa 500 libri sospesi. Gli operatori sociali, i miei clienti, mi segnalano i bambini ed i ragazzi meno abbienti ed io arrivo con il mio Piaggio, che è un furgoncino/libreria ambulante. Mi fermo, apro il portellone e consegno”.

“Leggete. Usata parole gentili. Fate domande.”, recita il claim di “Mio nonno è Michelangelo.

di Annatina Franzese