Progetto Famiglia, il network della solidarietà che segue il metodo indicato dal Vangelo

«Potrei fare da solo ma preferisco chiederti aiuto. Andare in giro ad annunciare la solidarietà non ha come primo scopo il reperimento di risorse umane o economiche. Invitare le persone ad impegnarsi nel volontariato, a coinvolgersi in percorsi di solidarietà, ad aprire le porte di casa e del cuore ai bisogni degli altri, sono attività finalizzate innanzitutto a costruire una società più umana». Le parole di Marco Giordano racchiudono al meglio il senso di Progetto Famiglia: una sorta di network dell’amore e della solidarietà, un contenitore di valori. Giordano è il presidente della federazione Progetto Famiglia, che nasce più di 25 anni fa. All’inizio degli anni ’90 tra Angri e Sant’Egidio, in provincia di Salerno, un gruppo di giovani e di sposi (impegnati nel cammino di fede che poi prenderà il nome di Fraternità di Emmaus, guidato da don Silvio Longobardi) danno vita ad alcune attività di sensibilizzazione e di sostegno alla vita nascente. Nel 1993 l’attività si amplia e prende il nome di Progetto Famiglia. L’anno successivo, il 21 marzo 1994, l’associazione si costituisce formalmente con atto notarile e sede legale in Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno). Nel corso degli anni il Progetto Famiglia ha allargato la propria presenza territoriale, arrivando a coprire quattro regioni d’Italia (Campania, Puglia, Basilicata e Lazio), l’Ucraina e il Burkina Faso. Oggi è un ampio movimento di volontariato, organizzato in diversi ambiti di intervento, per ciascuno dei quali esistono una o più associazioni specificamente dedicate. Le varie associazioni sono poi collegate ad un’ulteriore associazione “generale” che funge da “Federazione”. Ogni associazione è giuridicamente autonoma anche se, pur nello specifico delle proprie attività, persegue l’obiettivo comune di “servire” la famiglia ed i minori.

Gli enti attualmente attivi nella Federazione Progetto Famiglia sono diciotto (11 associazioni di volontariato, 4 associazioni di promozione sociale, 1 associazione culturale, 1 fondazione, 1 casa editrice), distribuite in diversi ambiti di attività: Vita, Accoglienza, Cooperazione, Affido, Editoria, Genitorialità-Coniugalità, Arte e Spettacolo. Il sostegno alla maternità ed alla vita nascente è il primo ambito nel quale si è sviluppata l’attività del Progetto Famiglia. Il Progetto Famiglia – Accoglienza, invece, è l’ambito deputato alla gestione di Case famiglia per minori e di Case d’Accoglienza per gestanti e madri con figli. Tali case sono gestite da un nucleo di volontari residenti (coppie di sposi, giovani, persone consacrate) che hanno scelto di vivere la quotidianità al servizio costante degli altri. Sono otto in tutto le case di accoglienza, in provincia di Napoli sono presenti a Pompei e Striano. Poi c’è la cooperazione, l’affido (una rete di famiglie volontarie, aperte all’accoglienza temporanea di persone in difficoltà, presente in tutte le province Campane, in Lazio, Basilicata e in Ucraina), l’ambito culturale e teatrale con la casa editrice “Punto Famiglia” e la “Compagnia del Sorriso” e molto altro ancora. Insomma, una rete di sensibilità, attenzione al prossimo e ai più deboli. Un “viaggio chiamato amore” che non si ferma mai: «il metodo efficace ce lo indica il Vangelo: entrare nelle case. Se confrontarci con il “tutto” ci può scoraggiare, suggerisco allora di camminare con il metodo dei piccoli passi iniziando a valorizzare ogni singolo incontro, raccogliendo i recapiti delle tante persone interessate, favorendo il coinvolgimento dei nostri amici, parenti, vicini di casa».

di Francesco Gravetti