Il presidente della Camera Roberto Fico visita “La Casa di Matteo”

Visita questa mattina del presidente della Camera Roberto Fico alla Casa di Matteo, comunità con che accoglie bambini malati terminali e affetti da gravi disabilità. Si tratta di bimbi con una prospettiva di vita in molti casi minuscola, spesso abbandonati dai genitori con l’unica alternativa di rimanere in ospedale per il resto dei loro giorni. A meno che non siano accolti da realtà come La Casa di Matteo, fondata nel 2017 in memoria del piccolo morto a causa di una forma tumorale al cervello a meno di 2 anni.  La Terza Carica dello Stato si è intrattenuto per un’ora con il papà di Matteo, Luigi Volpe e Luca Trapanese, fondatori della comunità con sede in via Pigna 92 e chi opera nella struttura toccando con mano le sofferenze dei 6 bambini (c’è un ulteriore posto di emergenza riservato a chi ne ha bisogno ora non occupato) attualmente ospitati e supportati h24 da un team di esperti e volontari.

Le parole di Fico– «È assolutamente commovente vedere c’è chi si occupa costantemente di questi bambini stabilendo un canale di comunicazione. Iniziative del genere sono il fiore all’occhiello della nostra città e del nostro Paese e quindi vanno supportate. Vedere bambini che soffrono sin dalla nascita e abbandonati, mentre c’è chi si occupa di loro deve indurci a supportare la Casa di Matteo e farci capire che forse dobbiamo lamentarci un po’ di meno» le parole del presidente Fico alla stampa.

I ritardi nei pagamenti-Nonostante sia l’unica struttura del genere a Napoli, in attesa di inaugurare quella di Bacoli, il patrimonio sociale e sanitario de La Casa di Matteo si scontra con ritardi nei pagamenti soprattutto della pubblica amministrazione. I fondi servirebbero per le cure e rendere più piacevole il rapporto con questa terra dei bambini colpiti da tumore o da altre pesanti patologie. «Il Comune di Napoli dovrebbe darci oltre 300.000 euro, corrispettivo di un anno e più di arretrati. Gli operatori hanno lavorato anche per due o tre mesi senza percepire stipendio ma siccome sono totalmente immersi nel progetto non ci hanno pensato su un attimo ad essere sempre presenti» afferma Luca Trapanese, presidente della onlus A Ruota Libera. A supportare La Casa di Matteo finanziatori privati, donazioni che sopperiscono a ciò che il pubblico, gli enti locali e le aziende sanitarie, evidentemente non riescono a garantire in favore dei bambini affidati a strutture dedicate. In relazione anche al Recovery Fund, aggiunge Trapanese, «del Terzo Settore non si parla mai forse perché non si ha la consapevolezza di quanto il sociale muova tante energie e tante persone che spesso riescono a dare un contributo decisivo per affievolire le sofferenze dei bambini e non solo». Il logo de La Casa di Matteo prende spunto da un disegno fatto in ospedale da un altro bambino nelle simili condizioni di Matteo e da quando la comunità è nata quello schizzo, formato da una casa e due omini, è diventato il vessillo dell’azione della comunità dove operano 5 infermieri, 5 educatori, un coordinatore, 2 psicologi e decine di volontari ora meno presenti a causa delle restrizioni Covid. Luigi Volpe ha adottato con la sua famiglia il piccolo Matteo subito dopo la nascita. Ha dedicato a lui e alla sua storia oltre all’attività della comunità di via Pigna il libro intitolato “La Casa di Matteo – storia di un legame’’, pubblicato nel 2019 per Iacobelli editore con la prefazione del sindaco Luigi de Magistris. «Noi ringraziamo Matteo per l’esempio dato e per la possibilità che ci ha permesso di offrire agli bambini che vivono nella sua stessa condizione di non rimanere da soli in una camera d’ospedale. Psicologicamente non è facile perché questi bambini spesso hanno un’aspettativa di vita bassissima» dice Volpe che pur consapevole di dover convivere con il dolore, lo affronta con coraggio regalando sorrisi e prospettive a bambini senza colpa ma verso i quali il destino ha deciso di essere mefistofelico. La Casa di Matteo ha sia una pagina facebook che instagram, dove si può essere aggiornati sulle attività e apprendere le modalità di donazioni.  

di Antonio Sabbatino

servizio video di Luca Leva