Autismo, adesivi salta-fila nei negozi: l’iniziativa di due mamme per l’inclusione

L’adesivo con la manina blu spunta da qualche mese sulle vetrine di diversi di negozi di Avellino e provincia. E’ il simbolo di inclusione e accoglienza che due mamme del capoluogo irpino, Claudia Garofalo e Federica Saporito, si sono inventate per accendere una luce sull’autismo e sulla necessità di aprire un varco lungo i muri che le città ancora frappongono tra queste persone speciali e una vita quanto più possibile normale. E’ solo una delle iniziative di Claudia e Federica, mamme di due bambini di 7 anni con disturbo dello spettro autistico e promotrici dell’associazione ‘Il fiorellino e la tartaruga’ con cui lavorano per sfondare la cortina di incomprensione intorno alla sindrome.  «Chi espone l’adesivo – spiega Claudia – dà la possibilità ai soggetti autistici di non fare la fila. E’ un piccolo gesto di inclusione, cui stanno aderendo anche grandi catene di supermercati non solo ad Avellino. Come pure il laccetto blu, il badge che adulti o bambini affetti dalla malattia possono indossare e che funge da ‘lasciapassare’ per avere la precedenza alle casse».

«Dietro questi progetti c’è il nostro costante impegno, frutto dell’amore per i nostri bambini Alessio e Martina e della volontà di abbattere le barriere che impediscono a grandi e piccoli di avere un’esistenza normale». L’ attività delle due mamme avellinesi sta ricevendo il riscontro positivo nel comune capoluogo e nell’hinterland avellinese, e dopo la ‘manina blu’ e le panchine dipinte di blu ad Avellino e in altre cittadine della provincia, si arricchisce di un altro esempio di inclusione. Da alcune settimane, Covid permettendo, Claudia e Federica contattano e visitano le scuole dell’avellinese per regalare i kit di psicomotricità, acquistati grazie a una generosa donazione. «E’ un kit semplice ma utilissimo – spiega Claudia – non solo per i bambini speciali ma anche per i loro compagni. Nelle scuole che hanno la palestra abbiano distribuito materiale utile a fare attività psicomotoria. In quelle senza palestra, giochi utili alla socializzazione e all’apprendimento. Sono beni semplici, di cui ogni istituto dovrebbe essere dotato ma spesso mancano. E allora stiamo cercando di sopperire con i nostri mezzi».

Sinora il kit è stato regalato a 4 scuole tra Avellino, Mercogliano e Atripalda. Gli altri saranno acquistati anche grazie ai proventi della vendita delle favolette (tra cui quella che dà il nome all’associazione e alla pagina Facebook) scritte dalle due attivissime mamme. Mamme coraggio, qualcuno le ha definite: «Ma noi vogliamo solo far conoscere l’autismo – dice Claudia – e aiutare i bambini che ne soffrono a superare il silenzio. Un silenzio diventato assordante durante il lockdown e che cerchiamo di spezzare così, col gioco e la solidarietà».

di Bianca Bianco