Covid e gelo, a Napoli è dramma clochard. La proposta: «Ospitiamoli nel Palavesuvio o alla Mostra d’Oltremare»

Sono uomini, donne, talvolta molto giovani, italiani e stranieri. Dormono all’addiaccio, tra coperte di cartone e avanzi di cibo per sopravvivere al gelo. Emarginati per i quali all’emergenza Coronavirus si è aggiunta quella di sempre, quella cioè di vivere senza un tetto sulla testa né un pasto caldo ogni giorno. A Napoli l’esercito degli homeless continua a crescere e le stazioni della metropolitana non bastano ad accoglierli, nonostante siano una prima risposta per i circa 2.000 senza fissa dimora. Da qui la necessità di aprire strutture e impianti come  il Palavesuvio di Ponticelli, proposta che arriva dall’associazione Merqurio.

LA PROPOSTA – Il Palavesuvio potrebbe essere una delle tante strutture per accogliere il popolo dei clochard che vivono in strada a Napoli. Come spiega Osvaldo Barba, presidente dell’associazione Merqurio, da cui arriva la proposta: «Si potrebbe pensare di sistemarci brandine militari e fare tamponi a chi vi accede. Se Città Metropolitana, Comune e Regione aprissero quegli impianti – dice Barba – dando anche dignità a queste persone con il supporto del terzo settore, potremmo altresì monitorare il virus e aiutare la gente a sopravvivere a uno dei più freddi inverni degli ultimi anni. Purtroppo le coperte sono utilissime ma non bastano». Altra proposta lanciata da Merqurio sono i padiglioni della Mostra d’Oltremare: «anche quelli potrebbero essere utilizzati in questi giorni drammatici».

IL PROGETTO – Gli effetti economici dell’emergenza Coronavirus hanno reso difficile, per molte famiglie di Napoli e della provincia, riuscire a mettere “un piatto a tavola”. Per alcune, che erano già in forte disagio prima del diffondersi della pandemia, la situazione è davvero drammatica. Per questo motivo l’associazione Merqurio, riprendendo l’iniziativa “Aiutaci ad aiutare” già avviata nella scorsa primavera, durante il lockdown, sta riorganizzando una rete di distribuzione solidale di pacchi alimentari alle famiglie che non hanno la possibilità di fare la spesa, in collaborazione con numerose associazioni di volontariato e parrocchie. «Merqurio si pone come punto di raccolta e coordinamento delle varie offerte e richieste, predisponendo pacchi alimentari che poi saranno smistati da associazioni e parrocchie che, operando sul territorio, hanno il polso della situazione e riescono a individuare i soggetti che hanno più bisogno di aiuto», spiega il presidente Osvaldo Barba. Chi volesse dare una mano potrà farlo donando alimenti (contattare l’associazione al numero 3357196864); o effettuando una donazione sul conto dell’associazione (IT 63Z0306903528100000013131 specificando nella causale “Covid-19 Raccolta alimentare di Merqurio”).

di Giuliana Covella