Quella parte giovane e scomoda di Napoli

La gioventù è quella fase della vita in cui si ha un certo vigore, fisico e mentale. Per vigore s’intende forza, quella necessaria per guardare il mondo attorno, analizzare e lottare per ridisegnarlo secondo nuove idee, valori e principi. Ci vuole forza perché rompere uno schema, mettere in discussione un sistema vigente non è mai comodo, ma è necessario. E se di necessità si fa virtù, nascono movimenti culturali come “Scomodo”, la rivista mensile under 25 più grande d’Italia, che comporta l’impegno constante di più di mille giovani italiani. Nata da un’idea di Tommaso Salaroli e Edoardo Bucci, nell’estate 2016 il movimento si diffonde rapidamente anche a Milano, Torino e Napoli. Ciro Amitrano, attuale responsabile esecutivo del movimento a Napoli, racconta come è arrivato Scomodo in città: “Ho preso contatto con Tommaso tramite collettivi studenteschi e l’estate scorsa abbiamo fatto una prima assemblea. Eravamo già una ventina tra studenti universitari e del liceo e associazioni studentesche del centro storico, vomero e Bagnoli.  Qui a Napoli aspiriamo ad essere la voce di realtà giovanili che si attivano nel sociale creando spazi d’espressione culturale e politica. Uno degli aspetti più validi dell’informazione proposta da Scomodo è che gli articoli sono scritti a più mani, questo lascia trapelare più punti di vista, più verità.” Il movimento ha infatti un obiettivo preciso: portare avanti un’informazione lenta, critica e indipendente, diffondendo la coscienza del “possibile”, ovvero l’idea che sia possibile creare alternative alle mancanze della società, come dichiarato da Tommaso Salaroli, fondatore della rivista.

E dove creare l’alternativa se non in quegli spazi abbandonati o poco sfruttati, che ritroviamo in ogni città? Tra le iniziative sul territorio organizzate da Scomodo, le più significative sono infatti le “Notti Scomode”: notti bianche della cultura allestite nei luoghi abbandonati di Roma, che, grazie a un intenso lavoro di riqualificazione, tornano ad avere – almeno per una notte – una funzione sociale e culturale.

“ Le vele di Scampia, l’Italsider, l’entroterra e i paesi della provincia servita dalla circumvesuviana Napoli-Baiano, sono alcuni esempi degli spazi su cui poter investire.” suggerisce Amitrano e dichiara: “ C’è bisogno di una voce pubblica che rievochi il recupero di questi spazi e creare una reale alternativa significa dare spazio alle esperienze comunitarie presenti nei territori e invertire una narrazione”. Di alternative concrete, possibili ce ne sono tante e riguardano anche le nostre scelte quotidiane, ad esempio gli acquisti. Scomodo, nel mese di dicembre,  ha dedicato un numero speciale a “Inquinanti” alle problematiche derivanti dagli acquisti online. Il progetto nasce da una collaborazione con Greenpeace Italia, in sostegno della campagna “Hack the ads”, ovvero “sabota l’annuncio” ed ha l’intento di indagare le responsabilità sociali economiche e politiche dei grandi emettitori italiani. L’intento del progetto è diffondere informazione rafforzando lo spirito critico verso un tipologia di acquisto, quello dalle piattaforme online, ormai all’ordine del giorno. Per affrontare determinate tematiche non ci vuole solo forza, ma anche indipendenza. Scomodo si autofinanzia e da qualche tempo ha lanciato una campagna per gli abbonamenti, rintracciabile al seguente link https://www.leggiscomodo.org/miracolo/ .

Abbonarsi alla rivista è un atto generativo verso la società, come recita anche il claim che i ragazzi hanno scelto per la campagna d’abbonamento “Ci vorrebbe un miracolo e il nostro miracolo sei tu che adotti un giovane lettore oggi e un cittadino consapevole domani”. Attualmente ci sono venti punti di distribuzione a Napoli, tra negozi vintage e librerie indipendenti: la libreria Berisio a Port’Alba, Colonnese a San Biagio dei Librai, il negozio SHARE a corso Umberto sono alcuni esempi, per gli altri punti basta consultare il link https://www.instagram.com/p/CI8i-ezleA1/?igshid=dlnkggusffim.”

di Lea Cicelyn