Il volontariato e la sua narrazione: consenso e partecipazione al convegno del CSV Napoli

Il volontariato che sa fare rete e individua i bisogni delle fasce deboli, ma anche il volontariato che punta sulla comunicazione per “dare voce a chi non ha voce”, per includere e condividere. In occasione della Giornata internazionale del Volontariato, il CSV Napoli ha organizzato il convegno, tenutosi in modalità on line e diffuso sui social, dal titolo “Il volontariato ai tempi della pandemia: come e perché raccontarlo”. Il riferimento alla narrazione è stato voluto anche da un’altra importante circostanza: i 10 anni dalla fondazione di “Comunicare il Sociale”, la rivista che il CSV edita e diffonde nel mondo del volontariato e dell’associazionismo dell’area metropolitana di Napoli e di tutta la Campania.

Moderati dal direttore del CSV Napoli, Giovanna De Rosa, gli interventi sono stati numerosi e ricchi di spunti e riflessioni. Prima, però, è stato trasmesso un video col quale è stato illustrato l’impegno che il CSV Napoli ha profuso in questi mesi di emergenza sanitaria. Il presidente del Centro Servizi, Nicola Caprio, nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato tra le altre cose “il ruolo chiave dei volontari e delle Organizzazioni del Terzo Settore, che non è stato mai abbastanza riconosciuto dalle Istituzioni negli anni”. Ha poi proseguito: “Per fronteggiare l’emergenza bisogna attuare progetti di immediato impatto economico e sociale sulle diverse comunità, nella direzione di un rafforzamento dei servizi sociali e scolastici, ottimizzando tempi e modi”. A nome del sindaco di Napoli è intervenuta l’assessore Alessandra Clemente, che ha evidenziato lo speciale rapporto tra l’ente pubblico e il CSV e ha speso parole di elogio per il volontariato napoletano. Un ragionamento ampiamente condiviso anche dal presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, anche lui intervenuto in rappresentanza delle istituzioni. La prima relazione è stata affidata al responsabile della comunicazione di CSVnet, che è partito dal report “I volontari e la pandemia”, che la rete dei CSV ha realizzato. Secondo Stefano Trasatti, “al di là della retorica di certi racconti, le associazioni hanno imparato ad alimentare i media in modo professionale, per meglio incidere sull’atteggiamento dei mezzi di comunicazione”. Dopo Trasatti è stata la volta di Melicia Combierati, portavoce della Rete Alleanza contro la Povertà della Campania, che con i suoi 31 soggetti aderenti è la Rete contro la Povertà più numerosa d’Italia. Combierati ha parlato proprio dell’importanza di fare rete: “Noi sosteniamo un meccanismo di responsabilità allargata e condivisa. In questa fase è necessario lanciare un patto di comunità sociale per iniziare un cammino verso la normalità, ma contrastare la povertà non significa trasferire solo risorse, ma anche restituire dignità”. A seguire è intervenuto Filiberto Parente, portavoce del Forum del Terzo settore della Regione Campania, che ha definito il covid – 19 come un “acceleratore di fragilità” ma – ha aggiunto – “grazie a Dio esiste il Terzo Settore”. Parente è stato caustico: “Il Terzo Settore va messo al centro dell’economia utile e diventare un modello di sviluppo sostenibile. Se si ferma il Terzo Settore, si ferma un pezzo del nostro welfare, salta la coesione sociale”. Infine, Stefano Tabò, presidente di CSVnet nel suo intervento è partito dalla recente riforma del Terzo Settore per sottolineare il ruolo fondamentale dei CSV, facendo anche riferimento alla comunicazione sociale: “La comunicazione che parla di volontariato non guarda solo a cosa fa, ma anche a ciò che il volontariato propone per il futuro della nostra società”. Giovanna De Rosa, nella sua puntuale e attenta moderazione, ha poi intervallato le relazioni con interventi da parte di alcuni volontari dell’area metropolitana di Napoli: Mariapia Viola (Asso.Gio.Ca),  Antonio Agresti (C.O.N.I.T.A.), Giovanna Massafra (Incrocio delle idee),  Francesco Evangelista (Ya Basta). Interventi apprezzati, pertinenti e finanche forieri di emozioni: quelle emozioni e quella partecipazione che solo il volontariato è capace di trasmettere.

di Francesco Gravetti